I Sognatori di Shanghai sollevano un vespaio di polemiche

di Micol Di Veroli Commenta

Il giovane ma quotato artista cinese Quentin Shih non si è mai trovato a fare i conti con il fallimento. Eppure come spesso capita ad ognuno di noi, anche Shih è incappato in una brutta caduta. Tutto è successo in occasione dell’apertura del nuovo punto vendita del celebre fashion brand Christian Dior a Pechino. Shih aveva già lavorato con Dior nel 2008 quindi anche stavolta il successo sembrava già annunciato. Dior ha quindi riconfermato l’artista per la creazione di alcune opere fotografiche per meglio illustrare la nuova collezione.

Le opere hanno però sollevato numerose critiche ed aspre ritorsioni, al punto che il povero artista ha cominciato a difendersi sulla rete dei blogs cinesi. Secondo alcuni bloggers infatti le opere di Shih contengono chiari segni di razzismo. Nella sua serie “Shanghai Dreamers” Shih  si è ispirato alla Shanghai degli anni ’70 e più precisamente alle foto di gruppo di quell’epoca. Il problema è che in ogni scatto, in mezzo a soggetti uniformati, svetta puntualmente la modella vestita Dior che possiede dei tratti somatici quasi occidentali.

 Molti bloggers si sono chiesti il perchè di questa scelta ed in particolare Jenny Zhang su Jezebel ha  aggiunto che: ” La serie Shanghai Dreamers non fa altro che riaffermare l’estetica del mondo occidentale e sottilineare la sua supremazia sul mondo cinese, la cui società viene rappresentata come dittatoriale ed indistinguibile. La modella vestita di tutto punto mostra quanto le società europee ed americane siano libere, liberate ed individualistiche ed io sono stanca di ascoltare le storie della Cina conformista e dittatoriale degli anni ’70“.

Certo dando un’occhiata alle foto incriminate dobbiamo ammettere che la protesta di Jenny Zhang non è propriamente priva di fondamento. A volte infatti la moda sembra metter in luce  il lato negativo  dell’arte contemporanea. I giovani artisti dovrebbero quindi comprendere che prendersi gioco della storia per far piacere alla moda non è sempre permesso.

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