Frank Gehry troppo costoso ed il museo lo scarica

di Redazione Commenta

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Il Museo della Tolleranza che dovrebbe sorgere in quel Gerusalemme è stato pianificato ormai da alcuni anni ma in questi giorni la sua realizzazione si è fatta più concreta. Il Simon Wiesenthal Center ha infatti svelato il progetto architettonico per la nuova struttura ed il tutto sarà ultimato in circa quattro anni. Il museo si svilupperà su sei livelli con centinaia di metri quadri di spazio espositivo.Fin qui tutto normale direte voi, un altro prestigioso museo si aggiunge alla ricca lista delle proposte culturali internazionali.

Ed invece il Museum of Tolerance è stato teatro di un’oscura vicenda a cui ha partecipato il celebre designer Frank Gehry. L’archistar era stato scelto per realizzare il museo e tutto sembrava andare per il meglio, al momento della presentazione del conto di 250 milioni di dollari però il Simon Wiesenthal Center ha fatto un repentino dietro front, ripiegando sugli architetti israeliani Chyutin Architects, i quali hanno fatto un’offerta ben più bassa, 100 milioni di dollari tutto compreso. Ovviamente Gehry è noto per le sue manie di grandezza ed il costo spropositato per la realizzazione dell’importante edificio non è stato ben digerito dal Wiesenthal Center. Ma come hanno fatto gli architetti israeliani a tirar fuori un progetto abbattendo i costi di circa la metà? Gehry si difende così: “Il mio progetto costa il doppio perché il museo doveva avere il doppio dello spazio espositivo”.

Il celebre archistar ha inoltre aggiunto di aver prodotto una versione più piccola del museo ma di non esser riuscito a parlare a quattrocchi con il Wiesenthal Center per illustrare il progetto. “Sono comunque felice di essere fuori dal progetto perchè una parte dell’edificio sorgerà sopra un cimitero musulmano e ciò ha generato troppe polemiche” ha detto Gehry, ma ovviamente le sue giustificazioni sono state formulate solo dopo essere stato scaricato, mentre fino a poco tempo fa non vi era nessun problema anche se la location “scottante” del museo era nota da diversi anni.

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