Charles Avery – Onomatopoeia part I

di Micol Di Veroli Commenta

EX3, Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze inaugura mercoledì 17 novembre 2011 Onomatopoeia part I, prima mostra di Charles Avery in uno spazio pubblico in Italia, realizzata in collaborazione con Frac Île de France/Le Plateau di Parigi e Kunstverein di Hannover.

Artista scozzese, nato nel 1973, Charles Avery vive e lavora a Londra. Dal 2004 si dedica ad un unico progetto: The Islanders. Attraverso testi, disegni, installazioni e sculture, The Islanders descrive la vita su un’isola immaginaria, dotata di una sua geografia, una sua flora, una sua fauna. Un esploratore conduce lo spettatore alla scoperta dei segreti dell’isola, dei suoi abitanti e delle leggi particolari che la governano. Quello creato da Avery è un mondo complesso, strutturato secondo regole precise, in cui ogni cosa ha un suo nome e una sua funzione. Onomatopoeia è la città al centro dell’isola immaginaria, i Noumenons sono animali che nessun cacciatore ha mai potuto catturare, l’arcipelago dell’Assioma di Wittgenstein è circondato dall’Oceano Analitico….
L’immaginazione straripante di Avery, la sua sorprendente inventiva, non sembrano conoscere limiti. La creazione e la descrizione minuziosa di un’infinità di personaggi, di divinità, di scene e di fenomeni tendono a confondere lo spettatore, sia per il loro grado di finzione, sia per la loro perfetta singolarità. Quella dell’artista è una grande impresa fittizia che, per alcuni aspetti caratteristici, ricorda quelle di illustri predecessori come William Faulkner, Luis Borges o, nel campo dell’arte, Marcel Broodthaers.

In mostra, oltre a numerosi lavori su carta, sculture e videoinstallazioni, saranno presentati una selezione di libri e film da cui l’artista ha tratto ispirazione e un disegno, The port of Onomatopoeia, di oltre cinque metri di larghezza. Il grande disegno costituisce il cuore della mostra: “Utility”, una delle numerose navi che accompagnano turisti e avventurieri sull’isola, ha appena attraccato. Il molo è un via vai di nativi, venditori, turisti con indosso la popolare maglietta con la scritta “I counted the gods and they are infinite”, strani animali e mille altri personaggi ambigui. Le due porte di ingresso, “dovere” e “identità”, forniscono una prima indicazione della principale attrazione della città: l’eterna dialettica.
Al disegno The port of Onomatopoeia è dedicata la pubblicazione prodotta dal Centro EX3, in collaborazione con Frac Le Plateau e Kunstverein di Hannover, edita da Koenig Books (London).

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