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Muore a Roma Cy Twombly, maestro silente del contemporaneo

E’ morto nella sua Roma, la città che da tempo l’aveva adottato. E’ morto ad 83 anni dopo una lunga lotta contro il cancro ma il suo nome è leggenda già da diverso tempo, questo perché il potere della sua arte ha influenzato schiere di giovani leve in tutto il pianeta. Stiamo parlando di Cy Twombly, considerato assieme a Jasper Johns e Gerhard Richter uno dei più grandi pittori viventi dell’arte contemporanea internazionale.

Nel corso degli anni la grazia, la leggerezza ed il vigore compositivo di questo grande artista hanno saputo resistere ai richiami della Pop Art e del Minimalismo, abbattendo le barriere sia tecniche che ideologiche tra disegno puro e pittura. Macchie di vibrante colore, parole rubate a flussi di pensiero e liriche perdute, deliri segnici dal simbolismo romantico. Ed ancora, installazioni scultoree seminali, dominate dalla presenza di una materia assemblata con inalterata poesia. Questi e tanti altri ancora sono stati i tratti distintivi di una creatività immortale che ha consegnato Twombly alla storia. E la storia non dimenticherà l’immagine di un genio silente, lontano dai riflettori puntati e dai palcoscenici fin troppo scomodi di una scena sempre più votata al culto dell’immagine e sempre meno attenta ai contenuti. Un infaticabile artista affascinato dall’arte tribale e dai graffiti dell’antica Roma che fino a pochi mesi fa era ancora al lavoro per i preparativi di una prossima mostra alla Gagosian Gallery di Roma, dealer che da tempo lo rappresentava e che gli era fortemente legato. Basti pensare al fatto che al momento dell’apertura romana di Gagosian, alcuni magazine dichiararono che il vecchio Gaga aveva scelto la città eterna proprio per star vicino al suo artista preferito, forse per pure scelte commerciali o forse per una profonda stima ed ammirazione. Chiacchiericci a parte, assieme a Cy Twombly Roma perde una grande fetta della sua storia. Queste poche righe non vogliono rappresentare l’ennesimo coccodrillo ma il sentito addio di una sua fervente ammiratrice.

Micol Di Veroli