Marina Abramovic in copertina e Marco Brambilla porta la video arte a Venezia

di Micol Di Veroli Commenta

Inarrestabile Marina Abramovic, ormai la “Nonna della performance art” (come lei stessa ama definirsi) ha da tempo confermato di non essere ancora andata in pensione ed ha persino riaffermato il suo sex appeal posando per in copertina per Elle nel gennaio 2011. Oggi, a distanza di pochi mesi da quella copertina, l’artista ha deciso di fare il bis, posando per la cover di Pop Magazine celebre rivista lanciata dalla mistress dell’arte contemporanea Dasha Zhukova. Nello scatto in bianco e nero Marina Abramovic porta sulle spalle una bambola che ha le sue stesse sembianze, il bambolotto è stato realizzato dall’artista. In una seconda cover a edizione limitata, l’artista appare truccata alla maniera del teatro giapponese Noh.

Passiamo ora dalle parti di Los Angeles per conoscere il simpatico artista Cain Motter. Come tantissime altre persone, Motter ha avuto in passato molti problemi con le carte di credito revolving: “Tutto è cominciato da alcune richieste comparse come per magia nella mia casella di posta elettronica. Poi mi sono detto che alla fine una carta di credito per le emergenze dovevo pur averla. Ma era una revolving card ed ogni mese il mio debito aumentava. Alla fine ho smesso di usarla prima di andare in rovina e mi sono preso la mia vendetta”. La vendetta di Motter consiste nello squagliare le carte di credito per dar vita a fantasiose opere d’arte. Finalmente un uso creativo del famigerato denaro di plastica.

Chiudiamo passando rapidamente in Italia, la video arte debutterà per la prima volta al Festival del Cinema di Venezia. Questo onore spetterà a Marco Brambilla ed alla sua ultima fatica intitolata Evolution (megaplex), un video collage in 3D che ricrea la storia dell’uomo in tre minuti di fantasiose evoluzioni visive. Vedremo quindi come il pubblico cinematografico accoglierà la video arte a Venezia, per la cronaca possiamo aggiungere che Brambilla è un celebre regista ed ha diretto Sylvester Stallone in Demolition Man e con queste premesse c’è poco da star tranquilli.

 

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