Shen Wei, artista della danza totale, tra Collezione Maramotti e teatri

di Micol Di Veroli Commenta


Quello di Shen Wei, coreografo, regista, danzatore, pittore, designer miracolosamente in bilico tra Oriente e Occidente, sarà un ritorno (re-turn), a Reggio Emilia, città che lo vide già nel 2009 ospite della stagione della Fondazione I Teatri con il dittico Re- (Part I) e Map. Il progetto, inserito nel calendario 2011 del festival Aperto (7 ottobre-6 novembre 2011) dedicato alla contemporaneità, vede Fondazione I Teatri accanto a Collezione Maramotti e Max Mara per una site specific dance performance negli spazi della Collezione (21 e 23 ottobre), per la prima europea di Near the Terrace, Part I al Teatro Valli (22 ottobre) e per una conversazione tra lo stesso artista e la giornalista de la Repubblica, Leonetta Bentivoglio (20 ottobre).

“In tanti anni di sperimentazione, ho elaborato uno stile di puro movimento figurativo e profondamente personale. La mia estetica trova le sue radici nei principi che regolano le strutture di base del movimento. Ultimamente, ho focalizzato la mia attenzione sulle energie che influiscono sulle strutture del movimento: dal modo in cui l’energia fa muovere organicamente il nostro mondo, al modo in cui le energie interne dell’uomo – respiro, peso, centro, equilibrio – sono interconnesse. Mi affascinano gli effetti che queste energie hanno sul corpo e sulla mente, come aprono le porte a nuove dimensioni di pensiero. Questa nuova cornice, sia spirituale che fisica, è uno spazio ideale per presentare alcuni aspetti dei cambiamenti culturali derivati dalla recente rivoluzione digitale, che integra nuove tecnologie e suoni elettronici inusuali – tutto ciò consente al pubblico di sperimentare lo spettacolo dal vivo in un modo nuovo.”
– Shen Wei

Still Moving è la recentissima commissione del Metropolitan Museum of Art per la Charles Engelhard Court del Museo (6 e 13 giugno 2011): una creazione site-specific interpretata dalla sua compagnia (Shen Wei Dance Arts) in cui Shen Wei ha sperimentato la contrapposizione della bellezza del corpo fermo alla bellezza del corpo in movimento, creando un dialogo tra i danzatori e le sculture in marmo e bronzo di celebri artisti americani del XX secolo.

Nel suo nuovo lavoro, creato appositamente per la Collezione Maramotti, Shen Wei sposta la sua attenzione dalle passate glorie delle sculture del Metropolitan, alle opere d’arte contemporanea esposte nella Collezione Maramotti. Durante la sua prima visita alla Collezione nel 2009, Shen Wei è stato ispirato dal forte e coraggioso impatto estetico della Collezione, “le cui opere guardano in faccia al futuro senza paura, e altre volte mostrano ansie e perplessità per l’ignoto” – alludendo all’incertezza e alle interrogazioni che pone l’arte contemporanea – e al contempo luogo ideale, capace di stimolare un potenziale e nuovo milieu artistico per Shen Wei. In questo nuovo lavoro, Shen Wei sposterà lo sguardo dello spettatore dalla prospettiva tipica del visitatore, per farlo diventare testimone e partecipe di un dialogo che si nutre dello scambio di energie tra i danzatori e le opere. Shen Wei intende in questo modo svelare un nuovo quadro di riferimento, una nuova cornice in cui i visitatori possano considerare le opere d’arte contemporanea da un punto di vista nuovo e personale. La Collezione Maramotti, che conferma la sua vocazione all’esplorazione di nuovi linguaggi espressivi, già nel 2009 aveva accolto gli Earlyworks di Trisha Brown, altra figura rappresentativa della danza contemporanea.

Al Teatro Valli, l’artista di origini cinesi, porta in prima europea Near the Terrace, Part I creato nel 2000 in un periodo in cui Shen Wei esaminava i movimenti quotidiani ed esplorava la loro connessione alle diverse sensibilità delle tecniche di danza e di interpretazione. “Ho iniziato un lavoro dettagliato sui semplici movimenti controllati dal centro in relazione agli elementi spaziali, temporali e visivi. Questa mia ricerca ha portato in un primo tempo alla creazione di Folding (2000). Alcuni mesi dopo ho approfondito l’analisi delle concezioni del movimento iniziata con Folding, e allo stesso tempo ho studiato le opere del pittore belga surrealista Paul Delvaux. I suoi dipinti sono stati d’ispirazione per la creazione di Near the Terrace, Part I. Da diversi punti di vista, sento che queste opere si collegano alla sensibilità che stavo ricercando nella mia arte di questo periodo”. Cresciuto in Cina, un’infanzia dedicata ad apprendere la calligrafia e i segreti dell’opera cinese, Shen Wei si trasferisce a New York nel 1995 e nel 2000 fonda la Shen Wei Dance Arts, tra i gruppi più interessanti della danza mondiale: un artista della danza totale che si racconterà il 20 ottobre, alla Collezione Maramotti, nella conversazione con la giornalista e inviata di Repubblica, Leonetta Bentivoglio.

 

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