Crisi o non crisi il popolo ha bisogo di cultura

di Micol Di Veroli Commenta

C’è crisi ovunque, i collezionisti latitano, gli artisti si lamentano e così pure i galleristi. Eppure l’arte per così dire istituzionale non sembra essere in deficit. Secondo un sondaggio effettuato dal Ministero dei Beni Culturali, da Gennaio a Settembre 2011 c’è stato un netto incremento dei visitatori all’interno dei musei. Le presenze sono infatti aumentate dell’8,06% mentre gli incassi hanno fatto registrare un rialzo del 6,32%.

Questa notizia potrebbe sembrarvi un poco campanilistica ma in questo momento dove il mondo della cultura è pesantemente attaccato da più parti, un poco di aria pulita non fa mai male, se non altro per ribadire il concetto che con l’arte si mangia. Ed il concetto in questione è stato ribadito anche dal direttore generale del Ministero dei Beni Culturali Mario Resca, che ha così risposto ai numeri del sondaggio: “”La conoscenza è un accumulo non uno spreco. In questo momento di crisi la cultura rappresenta un elemento molto importante. Noi abbiamo un patrimonio enorme va solo fatto conoscere. Questa richiesta di cultura da parte degli italiani è solo l’effetto di una fortissima domanda che era latente e che noi, della direzione generale del Mibac, abbiamo capito e intercettato in modo da dare delle adeguate risposte”. Il tormentone dell’anno è la recente mostra dedicata al genio di Georges De La Tour che a soli 14 giorni dall’inaugurazione a Palazzo Marino a Milano ha fatto registrare il tutto esaurito con quasi 100.000 visitatori all’attivo. Patrizia Asproni, Presidente di Confcultura ha invece commentato così i fatidici dati: “Dal punto di vista dell’economia la cultura ha un andamento anticiclico rispetto alle crisi. Quando c’è la crisi il consumo culturale aumenta e questo ha una valenza positiva. Avviene un riprensamento anche sociologico: meno frivolezze e più valori che arricchiscono”. Ripensamenti o meno, speriamo che passi ovunque il chiaro messaggio. La Cultura crea ricchezza, non dimentichiamolo mai.

 

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