Mostri da Mostre

di Micol Di Veroli Commenta

 

L’opening, o se preferite il vernissage, è l’evento principe di ogni mostra d’arte . Impossibile mancare ad un’inaugurazione, specialmente si si tratta di un grande evento in una prestigiosa galleria e gli artisti invitati a partecipare rappresentano quanto di meglio offra la scena del contemporaneo. Eppure l’opening, almeno dalle nostre parti, è spesso il momento meno opportuno per fruire l’arte, vuoi per la ressa di persone che si interpone tra l’occhio e l’opera, vuoi per la presenza di vino e salatini che finiscono sempre col trasportare tutti al di fuori della galleria, ad animare i più disparati chiacchiericci da bar dello sport. E poi durante il vernissage i galleristi tentano giustamente di vendere le opere o crearsi nuovi contatti. Ne consegue che il vernissage è un evento mondano costruito dal mercato per il mercato. Oltre questi insoliti meccanismi, l’opening è riuscito in questi ultimi tempi a produrre una serie di personaggi ancor più bizzarri che la scrivente va ora ad elencare:

Il Non-Salutatore. Solitamente si tratta di un collega/artista/critico/gallerista/giornalista che conoscete bene e con cui vi siete più volte fermati a parlare. All’opening di prestigio questi diviene un completo estraneo, vi guarda e non vi riconosce, se distolto da una personalità importante il Non-Salutatore vi darà sempre le spalle anche se gli ruotate attorno a 360 gradi.

Il Curatorecercalavoro. Questa è la specie più pericolosa, solitamente si reca solamente ai vernissage importanti e a quelli delle gallerie con cui vorrebbe lavorare. Il Curatorecercalavoro si posizione al centro dello spazio espositivo e comincia ad emettere richiami per attirare il gallerista. Si crea un piccolo capannello di persone, ride fragorosamente, parla di mercato ad alta voce ed elenca i suoi progetti futuri: una nuova grande mostra o un libro.

Il Presenzialista. Minacciato da chissà quale estinzione, pensa che glissando un solo opening tutti si dimenticheranno di lui. Quindi il Presenzialista deve salutare tutti e possibilmente fare molte foto da mettere il giorno dopo sul suo account Facebook.

Il Giornalista Fantasma. Tartassa gallerista ed assistenti con le sue domande, scatta foto in quantità ed annota tutto sul suo taccuino con la promessa di redigere presto un articolo su un magazine d’arte. Poi l’articolo non esce da nessuna parte e di lui si perdono le tracce, salvo poi vederlo riapparire come l’Olandese Volante al seguente vernissage.

Il Collezionista di Prezzi. Molto simile al Giornalista Fantasma, anche lui tartassa gallerista ed assistenti chiedendo le quotazioni delle opere in mostra ed affermando che tornerà con sua moglie/suo marito, per acquistare qualcosa. Poi il nulla, non lo si vedrà più in quella galleria ma cambiando spazio lo troveremo lì alle calcagna dello sfortunato gallerista di turno.

 Micol Di Veroli

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