La vita la vediamo a memoria: Rudy Cremonini al Museo Ebraico di Bologna

di Daniela Cotimbo Commenta

Come di consueto, in occasione di Arte Fiera 2012, Bologna diventa il centro per una miriade di eventi collaterali.

Uno in particolare mi piacerebbe segnalarlo. Si tratta della mostra di Rudy Cremonini al Museo Ebraico di Bologna a cura di Luigi Meneghelli che è stata inaugurata il 22 gennaio scorso e resterà visibile fino al 26 febbraio.

La vita la vediamo a memoria è il titolo dell’intervento di Cremonini che consiste nell’accumulare ai margini di una stanza vuota i segni tangibili del passaggio di vite i cui contorni ormai sbiaditi sono leggibili nei volti impressi su valige abbandonate.

Sul pavimento sono riportati i nomi dei protagonisti dei noti tragici eventi che hanno portato allo sterminio del popolo ebraico. Cremonini è abilissimo nel fondere la sua eccezionale capacità in ambito pittorico con la giustapposizione spaziale che sembra prediligere la periferia. Protagonista dell’installazione è dunque l’assenza e la memoria di essa. Quello che subito ci  colpisce entrando nella stanza dai toni sommessi è  questa affermazione della mancanza: la leggiamo nei volti fantasmagorici e scarnificati, nelle valige che emblematicamente alludono alla transitorietà e nello scorrere incessante di questo fiume di nomi che sembrano perdersi, confondersi l’uno con l’altro.

In questa ottica il titolo appare dunque eloquente, quello che resta di queste vite perdute ingiustamente non è che la memoria, una memoria che si va costruendo su base segnica e sul sentimento collettivo, un sentimento indiscernibile dalle sue prerogative socio-culturali e per questo difficilmente riconducibile ad esperienza individuale. Per  questo motivo sorge l’urgenza di conservare ma soprattutto rinnovare la memoria e le sue forme, adeguarle ai tempi. Ed ancora questo rende sempre attuale la tematica proposta.

Cremonini sceglie dunque di utilizzare un tono dimesso, sottile, evitando ogni facile retoricismo, lasciando spazio all’innesto della singola sensibilità.

Qui la tragedia storica diventa il punto di partenza per una più ampia riflessione sulla natura dell’esperienza umana, una natura che non può prescindere dal vivere del ricordo ma che necessita di riscoprire il carattere processuale del ricordo.

Foto di Enirco Benedettelli

RUDY CREMONINI
La vita la vediamo a memoria

(Giorno della memoria 2012)

a cura di Luigi Meneghelli

Inaugurazione 22 Gennaio 2012 ore 11,30
fino a domenica 26 febbraio 2012

Presentazione di Paola Barbara Sega

Progetto GiaMaArt studio

www.lavitalavediamoamemoria.it

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