Tony Cragg a Villa Ciani

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Dal 31 marzo al 12 agosto 2012 il Museo d’Arte di Lugano presenta presso Villa Ciani un’esposizione dello scultore britannico Tony Cragg, oggi unanimemente considerato uno dei più importanti artisti viventi. Nato a Liverpool nel 1949, ma residente a Wuppertal dal 1977, Tony Cragg ha creato negli anni forme scultoree rivoluzionarie che si sono evolute nel tempo con la coerenza e il metodo propri della grande tradizione. La mostra di Villa Ciani darà modo di ripercorrere la carriera dell’artista dalla fine degli anni Settanta fino alle opere più recenti, attraverso circa quaranta assemblaggi e sculture – alcune delle quali di dimensioni monumentali esposte nel parco della villa – e cento fra disegni e incisioni.

Apriranno l’esposizione le celebri composizioni di frammenti di plastica raccolti come fossero preziosi reperti naturalistici. Il lavoro di Tony Cragg abolisce la suddivisione fra ciò che è naturale e ciò che è prodotto dall’uomo e interpreta i fenomeni che non conosciamo o che non possiamo vedere, come i principi di crescita organica o la natura atomica della materia. Prima fra le grandi sculture in mostra, Minster, ottenuta sovrapponendo gli uni agli altri oggetti metallici circolari di diametro sempre minore, pare cresciuta infatti anno dopo anno in modo spontaneo come un vegetale o una stalagmite.

La curiosità per i fenomeni naturali ha radici nella formazione di Cragg che, prima di intraprendere l’apprendistato artistico, seguì un corso di studi di indirizzo scientifico e lavorò per due anni come tecnico di laboratorio. Divenuto scultore, egli non rinnegò queste esperienze ed esse rappresentano anzi il punto di partenza per comprendere il suo lavoro. Fra le opere in mostra, Multistamp si presenta come una grande molecola in vetro soffiato. More Angels si compone di alcuni oggetti in legno la cui superficie, trafitta da ganci metallici, sembra percorsa dal brulicare degli atomi. Gli oggetti, anziché solidi distinti dallo spazio che li circonda, sono dunque elementi di un insieme in cui non esistono suddivisioni precise.

Una serie di opere denominate Early Forms rende visibile, attraverso una voluta elastica, la trasformazione di un oggetto in un altro: una bottiglia muta in un secchio, un’anfora in un vaso. Di fronte all’osservatore si dipana la serie continua dei solidi che potrebbero esistere fra due forme note. La rappresentazione dell’impalpabile si esprime infine in sculture che integrano anche la quarta dimensione, il tempo e il movimento. Fra le opere più recenti dell’artista, colonne tortili con sviluppo irregolare rivelano a uno sguardo attento profili umani. Tali profili appaiono, scompaiono o si modificano ad ogni istante con il mutare del nostro punto di vista, come volti in una folla in continuo movimento. I magnifici disegni e le incisioni che accompagneranno le sculture e le installazioni esposte permetteranno di comprendere la logica creativa alla base dell’opera dell’artista e metteranno in evidenza le relazioni che legano lavori anche cronologicamente distanti o apparentemente estranei gli uni rispetto agli altri.

 

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