Diane von Furstenberg copia Dalì e Magritte per la sua nuova linea di abiti

di Micol Di Veroli Commenta

Ai più attenti questa foto farà certamente venir alla mente qualcosa. Ma di cosa si tratta in realtà? Forse di una manipolazione digitale eseguita da un qualche giovane artista che ha deciso di seguire le orme dei grandi maestri del surrealismo? Niente di ciò, la foto che vedete qui sopra è l’ennesimo esempio di quanto il mondo della moda in questi ultimi tempi sia a corto di idee e di quanto esso attinga a piene mani dall’arte contemporanea.

Già perché questo cartellone pubblicitario fa parte della nuova campagna primavera-estate del noto fashion brand Diane Von Fursenberg. Ad un’accurata analisi della scena è possibile scorgere sullo sfondo (cielo, paesaggio desertico ed elemento architettonico) grandi rimandi a Salvador Dalì mentre la sfera che si intravede sembra proprio una creazione di René Magritte. Passando al soggetto principale le cose non cambiano, l’ovale della modella in primo piano chiama nuovamente in causa René Magritte anche se a guardarla bene quella superficie specchiante sembra esser scopiazzata dall’inquietante figura in nero che compare in Meshes of The Afternoon, capolavoro di surrealismo in pellicola della grande Maya Deren, una delle più grandi esponenti del cinema sperimentale nonché pioniera della video arte. Se a tutto questo si aggiunge una spolveratina Giorgio De Chirico a destra ed una di Max Ernst a mancina ecco che il gioco è fatto. “Diventa la donna che hai scelto di essere” questo lo slogan della campagna pubblicitaria creata dalla fotografa Camilla Akrans (che lavora per l’agenzia creativa Laird+Partners), che ha scelto la soluzione del viso specchiante per invitare ogni donna a sostituirsi alla modella raffigurata: “Mi piace l’idea di potersi specchiare in queste immagini. In più mi sono divertita un mondo a lavorare con Diane von Furstenberg per la collezione primavera-estate, per me la primavera è l’inizio di tutte le cose” ha aggiunto Camilla Akrans. Peccato che i suoi “inizi” sono scopiazzati da ben altre illustri menti.

 

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