Nuove grane per Christo ed il suo Over The River, stavolta il problema sono le “buche”

di Redazione Commenta

Spread the love

Orfano della grande Jeanne-Claude, Christo ha deciso di non gettare la spugna e come molti di voi ricorderanno ha successivamente rialzato la posta con il suo progetto Over The River. Si tratta di un faraonico progetto ideato assieme alla moglie circa 18 anni or sono e prevede l’impacchettamento del letto del fiume Arjansas in Colorado con la sospensione di migliaia di pannelli in tela traslucida.

Dopo numerose polemiche da parte degli ambientalisti ed alcuni dubbi delle istituzioni locali, le autorità del Colorado hanno definitivamente approvato il progetto lo scorso autunno. A questo punto Christo ha cominciato le fasi preparatorie di un’impresa che costerà 50 milioni di dollari e che si prevede porterà nelle regioni interessate più di 400.000 turisti, con conseguente guadagno per tutto lo stato. Nei giorni scorsi però, un ulteriore colpo di scena ha scosso le ormai placide acque in cui stava navigando Over The River. Ecco quindi che due studenti della facoltà di scienze ambientali della Denver University, vale a dire Mason Brown e Justine Shepherd, hanno deciso di passare all’azione ed hanno intentato causa al celebre artista. “Molti hanno dimenticato di precisare che oltre ai danni alla fauna, questo progetto potrebbe causare ingenti danni al territorio. Over The River è infatti simile ad un progetto minerario, per tenere in piedi i pannelli di tela si dovranno piantare 2.275 paletti di sostegno e di conseguenza saranno scavate 9.100 buche nel canyon” hanno dichiarato i due studenti.

Effettivamente questa ipotesi non era venuta in mente ai cervelloni del Colorado che potrebbero ritrovarsi con un’enorme fetta di groviera al posto del territorio. L’azione civile di Mason Brown e Justine Shepherd è arrivata sul tavolo della District Court of Colorado ed il documento parla chiaro: “Il progetto artistico in questione potrebbe causare un impatto a breve e lungo termine sulla flora, sulla fauna e sull’intero territorio compreso tra i Canyonlands dell’Arkansas”. Le accuse sono giustamente motivate, ora vedremo come si evolverà la faccenda. Vi terremo informati.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>