Hockney fuma, Google copia ed i gatti dipingono, succede anche questo

di Micol Di Veroli Commenta

Di cose bizzarre nel nostro amato mondo ne succedono parecchie, tanto che è impossibile elencarle tutte. Possiamo però fornirvi una breve cronaca delle stramberie successe negli ultimi giorni, tanto per sorridere un poco di questa seriosa scena del contemporaneo. Partiamo con David Hockney: il grande vecchio della pittura, dopo aver scatenato una rissa mediatica con Damien Hirst (accusato di non creare personalmente i suoi spot paintings) ne ha combinata un’altra delle sue, scrivendo un’accorata lettera al Guardian in difesa del fumo. Si tratta di una risposta a Simon Chapman presidente dell’Action on Smoking and Health australiana, un’associazione dedita alla lotta contro il tabagismo.

Chapman è attualmente in visita in Inghilterra ed al buon Hockney questa campagna contro le sigarette non piace affatto: “Se a Simon Chapman sta a cuore la salute dei bambini, allora dovrebbe sapere che 3 milioni di bambini negli Stati Uniti prendono il Ritalin, un farmaco contro i disturbi dell’apprendimento. Per quanto mi riguarda io preferisco assumere sostanze naturali come il tabacco”. Peccato che a Hockney nessuno ha detto che le comuni sigarette sono piene zeppe di addittivi chimici. Nel mentre la vicenda di Patrick Cariou contro Richard Prince, colpevole di essersi appropriato ingiustamente di alcune immagini del fotografo, sta causando non poche preoccupazioni al mondo della rete. Cariou ha vinto ma la sentenza del giudice sul riutilizzo delle immagini protette da copyright potrebbe avere degli effetti negativi anche sull’opzione ricerca immagini del colosso Google. Ovviamente Google non copia immagini a nessuno, poiché le stesse sono presenti sul motore di ricerca solamente a scopo divulgativo. La sentenza però crea un precedente che potrebbe dare adito a molteplici interpretazioni, anche molto pericolose per il resto della rete.

In Australia sta invece spopolando il trend dei gatti pittori, già perchè secondo Burton Silver, filosofo ed autore del libro Why Cats Paint: A Theory Of Feline Aesthetics, i nostri amici felini sarebbero dei veri e propri Jackson Pollock in grado di dipingere con le zampette e scegliere pure i colori. D’altronde se esistono pittori che sono cani, non vediamo perchè i gatti dovrebbero esser da meno.

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