Papà, mi regali una residenza?

di Micol Di Veroli Commenta

Le residenze d’artista sono il “caso” del millennio. Sono cool, sono altamente formative, tutti ne vorrebbero una e tutti, una volta tornati da una residenza, sono pronti a giurare di aver vissuto un’esperienza irripetibile. La residenza all’estero per i giovani artisti funziona un poco come il tanto famigerato progetto Erasmus, vale a dire il periodo di studio all’estero legalmente riconosciuto dalla propria università, concesso ad ogni studente universitario europeo.

Durante tutto il periodo della sua residenza (che solitamente ha una durata variabile da qualche settimana a cinque mesi ed oltre), l’artista riceve un alloggio, uno studio ed un regolare stipendio. Ovviamente il nostro caro amico artista dovrà impegnarsi per tutta la durata della residenza ed alla fine sarà (solitamente) chiamato a produrre un’opera. Le suddette facilitazioni sono però soggette a molte variazioni. Esistono ad esempio istituzioni che mettono a disposizione lo studio ma non l’alloggio, altre non garantiscono rimborsi spese, sino a giungere alla soluzione più “cruda” di tutte le altre vale a dire quella dove il povero artista deve pagare profumatamente per accedere al programma. Ma come, tu mi ospiti ed io devo pagarmi tutto, ed allora che residenza è?

Appare chiaro che le residenze sono diventate un business come un altro, una sorta di bed and breakfast dell’arte contemporanea. Questa vacanzetta per giovincelli ricchi ed annoiati, puntualmente foraggiata dal portafoglio di papà, diviene un modo come un altro per vantarsi di esser stati a New York o in qualche altro posto ritenuto cool. Va detto comunque che esistono moltissimi giovani artisti che lavorano seriamente e riescono ad accedere a programmi di residenza più che seri e prestigiosi dove è possibile lavorare come si deve. Questi programmi sono però concessi ad un numero molto ristretto di artisti, la selezione è serratissima e tutti gli altri restano tagliati fuori. L’unico modo per farcela è quindi quello di ripiegare su altre residenze “a pagamento”, in quelle si trova sempre posto. Del resto c’è chi ai figli maggiorenni regala un’automobile. Ai giovani artisti si regala una residenza.

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