Ai Weiwei alla Lisson Gallery Milan

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Lisson Gallery Milan inaugura l’11 aprile una mostra dedicata alle opere in ceramica e marmo di Ai Weiwei, una delle aree di ricerca nella vasta produzione dell’artista, all’origine dei suoi lavori più celebri. La mostra includerà alcune opere in ceramica realizzate da Ai Weiwei nel 2006, durante un intenso periodo di lavoro presso Jingdezhen, città dove si concentra il cuore della produzione cinese di ceramiche. Le tecniche tradizionali, tramandate dagli artigiani locali ad Ai Weiwei, sono state alla base di una svolta radicale nella sua produzione e nella creazione di Sunflower Seeds, installazione realizzata dall’artista per la Tate Modern.

Il valore storico e culturale delle tecniche e dei materiali utilizzati è un elemento essenziale nella maggior parte delle sculture di Ai Weiwei. Molta della sua produzione in ceramica si basa sul concetto di ready-made: adattando, dipingendo e distruggendo antichi vasi e urne. Al contrario, la mostra alla Lisson Gallery Milan presenterà sculture interamente create a mano dall’artista. La porcellana è tradizionalmente considerata come la più alta espressione dell’arte cinese; Ai Weiwei ha messo a lungo in discussione ogni forma di deferenza nei confronti di questa tecnica, così come il suo alto valore economico. Allo stesso tempo però il suo lavoro dimostra un profondo rispetto nei confronti degli artigiani del Jingdezhen e della loro abilità, rispettando nel suo lavoro i rigorosi standard delle loro perfette rifiniture.
Le opere Watermelons (2006) sono rappresentazioni realistiche della natura realizzate a mano in ceramica. Come in Sunflower Seeds, la creazione di queste opere aderisce alla tradizione cinese legata all’imitazione delle forme naturali. Con lo stesso spirito, Oil Spill (2006) replica, attraverso l’uso della lucida ceramica nera, inquietanti pozzanghere di petrolio greggio che si distendono sul pavimento della galleria. L’opera in porcellana Pillar (2006) si erge nello spazio con i suoi 2.3 metri di altezza e Marble Plate (2010) rappresenta la recente produzione di Ai Weiwei al di fuori della ceramica.

Il luogo dove la mostra viene presentata introduce un ulteriore significato all’esposizione. Milano infatti ha un ruolo di primo piano nella storia della ceramica: culla di famosi artigiani e designers, tra cui Giò Ponti che con i suoi innovativi progetti per ceramiche e arredamenti ha ridefinito il concetto di eleganza nel design industriale. Ponti, come Ai Weiwei, è una figura eclettica: designer, artista, scrittore e architetto. La rilevanza di Ai in tutti questi campi è oggi riconosciuta a livello mondiale. Insieme a Herzog & de Meuron, Ai sta realizzando il Padiglione 2012 della Serpentine Gallery e ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Honorary Fellowship dal Royal Institute of British Architects. Il Jeu de Paume in questi mesi gli dedica una mostra fotografica e dal 3 marzo al museo olandese, De Pont, verrà aperta al pubblico una retrospettiva per celebrare la sua carriera.

 

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