I miti vacillano ma non crollano, anzi se la ridono

di Micol Di Veroli 1

 

I miti vacillano ma non crollano, questa frase sembra quanto mai azzeccata in questi giorni bui, dove anche i frizzanti maestri dell’Art Bubble vengono duramente attaccati da più parti. Damien Hirst, Jeff Koons e Maurizio Cattelan immagini simbolo di due superpotenze artistiche come Regno Unito e Stati Uniti, due figure spesso viste come demoni che hanno creato la bolla speculativa dell’arte. Loro si che sono sempre nell’occhio del ciclone, loro che, a detta di molti, hanno creato opere che non possono essere definite tali.

Ultimamente il critico Julian Spalding aveva aspramente criticato Damien Hirst definendolo un non-artista ed invitando i collezionisti a disfarsi prontamente delle opere del folletto della YBA, questo perché in un prossimo futuro le stesse non varranno poi tanto. Anche il nonnetto della pittura, David Hockney, si era scagliato contro Hirst criticando aspramente gli spot paintings portati a termine dagli assistenti di studio e non dall’artista medesimo. “non è un vero pittore, non è un artista” aveva tuonato anche Hockney. Qualcuno aveva persino tirato fuori una notizia falsissima sulla presunta morte del “povero” Hirst. Ed invece eccolo lì, vivo e vegeto a vendere opere su opere in tutto il mondo con la sua megaspotpaintings exhibition ospitata da tutte le Gagogosian Galleries. E poi oggi il buon Damien inaugura la sua retrospettiva alla Tate Modern di Londra, insomma per un artista finito non ci sembra poi tanto male.  

Un altro esponente di questa Art Bubble Generation “vacillante” è Jeff Koons, anche lui duramente attaccato da pubblico e critica e puntualmente definito un non-artista che lascia lavorare i suoi assistenti piuttosto che sporcarsi le mani. Andrebbe ricordato che i grandi maestri della pittura avevano la loro bottega e che non sempre si sporcavano le mani con i cartoni preparatori. Molti avevano dato Koons per spacciato ed invece in questi giorni si parla di una possibile realizzazione della sua utopica scultura Train, replica a grandezza naturale di una locomotiva a vapore Baldwin 2900 del 1943 sorretta a testa in giù da una gru mentre è ancora in funzione. La scultura potrebbe essere installata sull’High Line di Manhattan ed il suo costo si aggirerebbe attorno ai 25 milioni di dollari.

C’è anche Maurizio Cattelan nella lista dei supercriticati, additato più volte come artista finito e più volte osteggiato per le sue opere il buon Maurizio ha dichiarato di voler andare in pensione e subito dopo ha partecipato alla Biennale di Zia Bice Curiger e aperto una galleria. Le sue opere nel mentre vengono battute all’asta per cifre vertiginose. Koons, Hirst e Cattelan, criticati odiati e dati più volte per spacciati. Eppure eccoli li a contare moneta sonante ed a ridere di noi che li irridiamo.

Commenti (1)

  1. Always a good job right here. Keep rolling on thuhrgo.

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