L’Iran non è un paese per il cinema

di Micol Di Veroli Commenta

Dopo la spaventosa tragedia della morte dello scultore Wael Issa Kaston, ucciso dal governo siriano in questi giorni di guerra civile, altre nuove decisamente allarmanti ci giungono da un paese del Medio Oriente. Stavolta è l’Iran a minare seriamente la libertà di espressione del proprio popolo. L’industria cinematografica iraniana è infatti a rischio manipolazione da parte del governo.

Già nel 2010 i leaders iraniani si scagliarono contro Jafar Panahi, regista di Lo Specchio, Offside e Oro Rosso che gli è valso nel 2003 il premio della giuria a Cannes. In quel frangente il regista fu arrestato per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano.  Dopo la mobilitazione delle organizzazioni a difesa dei diritti umani e del mondo del cinema a livello internazionale, venne rilasciato su cauzione il 24 maggio dello stesso anno ma Il 20 dicembre 2010 Panahi venne condannato a 6 anni di reclusione domiciliare con il divieto di  dirigere, scrivere e produrre film, viaggiare e rilasciare interviste sia all’estero che all’interno dell’Iran per 20 anni. Fortunatamente Panahi è riuscito miracolosamente a girare This Is Not a Film nel 2011 fuori dall’Iran. In seguito un altro regista ha subito le angherie del regime iraniano. Si tratta di Ashgar Farhadi, autore del bellissimo Una Separazione che dopo aver vinto l’Oscar, il Golden Globe ed il César si è visto cancellare una festa in suo onore in patria perché “nel suo film il ruolo delle donne con il loro desiderio di lasciare il paese è una questione largamente opinabile”, queste le motivazioni istituzionali che hanno mosso la decisione.

Comunque sia, oggi il governo ne ha combinata un’altra delle sue, minacciando di boicottare il Festival del Cinema di Venezia (che si terrà dal prossimo 29 agosto all’8 settembre), a causa delle pesanti sanzioni commutate dall’Unione Europea all’industria petrolifera iraniana. Attualmente un film iraniano è stato chiamato a partecipare al festival, si tratta di The Paternal House diretto da Kianoos Ayyari. Noi di Globartmag siamo contro ogni limitazione della libertà di pensiero e come sempre, vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>