Confrontations: Repubblica contro The Guardian

di Micol Di Veroli Commenta

 

Durante l’estate abbiamo inaugurato una nuova serie di articoli intitolata Confrontations dove mettevamo a confronto le offerte culturali di due istituzioni museali, una straniera e l’altra italiana. La serie ha riscosso un notevole successo, tanto che persino i vertici del Castello di Rivoli hanno deciso di reagire ai nostri stimoli, rompendo finalmente le barriere tra istituzione e pubblico. Oggi vorremmo fare la medesima cosa con i quotidiani nazionali e quelli esteri… Prenderemo in esame lenotizie della pagina internet dedicata alla cultura di un nostro giornale e la metteremo in relazione con quella di un suo pari d’oltreconfine. Vedremo cosi se è vero che le nostre pagine culturali sono così imbarazzanti come si dice in giro. Pariamo subito con il primo confronto, Repubblica contro The Guardian. La Repubblica parte con l’articolo Ossessioni, sperimentazione  A Basilea c’è l’ultimo Degas una sorta di recensione sulla grande mostra alla fondazione Beyeler dedicata al grande pittore. Si prosegue con Tra antico, arte “degenerata” e design  A Firenze sfila l’Italia degli anni ’30 mostra che ripercorre le “anime” di un’epoca cruciale all’ombra del fascismo. Finiamo con Renoir e quella joie de vivre A Pavia Impressionismo-show dove tra dipinti, pastelli e disegni, si ripercorre un’arte devota all’essere umano. Si prosegue con altri tre articoli, uno sul festival Transart, uno sui Macchiaioli e uno sulla Biennale d’Architettura guidata Chipperfield.  La pagina del Guardian rende impossibile ogni riassunto, mostre a parte il giornale presenta dei blog d’arte fissi come quello guidato da Jonathan Jones, contenuti video come quello sulla Biennale di Liverpool , e poi approfondimenti, notizie e recensioni fino a giungere agli Obituaries dove il magazine rende l’ultimo omaggio ai cari estinti del mondo della cultura. Insomma, date un’occhiata alla pagina del Guardian e tirate voi le somme.

 

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