Biennali, c’è anche quella di Lione

di Micol Di Veroli Commenta

Il 12 settembre 2013 si apriranno le danze per la 10 edizione della Lyon Biennale a Lione, manifestazione internazionale che rimarrà aperta sino al 29 dicembre 2013.  L’evento che ha visto i suoi natali nel 1984 grazie ad un progetto del  Lyon’s Museum of Contemporary Art diretto da Thierry Raspail è stato concepito agli inizi (dal 1984 al 1988) come evento annuale chiamato October of the Arts, manifestazione che terminava con una mostra chiamata Colour Alone: The Experience of Monocrome.

In tale evento si ritracciava l’avventura del monocromo dagli inizi dell’impressionismo e delle avanguardie storiche con artisti del calibro di Kazimir Malevich fino ad Anish Kapoor. Dopo la chiusura della Biennale di Parigi nel 1985 e il sempre più crescente interesse per l’evento Colour Alone, Thierry Raspail in collaborazione con le istituzioni locali decise di inaugurare nel settembre del 1991 la Lyon Biennale con l’intento di creare un evento stabile, strettamente connesso al territorio e capace di rinnovare continuamente la propria carica artistica.

Oggi La Lyon Biennale è un evento internazionale che annovera i migliori artisti della scena d’arte contemporanea e le migliori opere di tutto il mondo. Ogni biennale è legata ad un tema specifico ed esplora un concetto significativo dell’esperienza umana. Le nove edizioni precedenti formano assieme tre trilogie ben definite, la prima legata alla storia, la seconda alla globalizzazione e la terza alla temporalità. Nel corso del tempo ognuna di queste edizioni specifiche è stata curata da un gruppo di storici, curatori e critici di fama internazionale tra cui ricordiamo i nomi di Harald Szeemann, Jean-Hubert Martin, Le Consortium (con Robert Nickas e Anne Pontégnie), Stéphanie Moisdon e Hans Ulrich Obrist.

La Biennale di quest’anno sarà curata da Gunnar B. Kvaran e la lista degli artisti partecipanti è ricca di grandi nomi quali Matthew Barney, Tavares Strachan, Paulo Nazareth, Anne Lislegaard, Yang Zhenzhong, David Douard e tanti altri.

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