Changing states of matter alla Brand New Gallery di Milano

Brand New Gallery è lieta di presentare la collettiva Changing states of matter, una mostra pensata per svelare i processi della creazione artistica, che si svolgono attraverso una “produzione ipotetica” del reale, portata al limite estremo dell’esperienza sensoriale. Attraverso la frammentazione del lavoro iniziale, questo gruppo di artisti indaga la materia per rivelarne nuove forme e sembianze, dando vita a mondi misteriosi ottenuti sovvertendo le tecniche artistiche tradizionali. Ognuno degli artisti inclusi in questa group show sceglie il mezzo espressivo in base alla propria esperienza della materia tangibile e dell’intimità della memoria. La materia diviene quindi metafora delle strutture sociali e delle realtà che ci circondano, e la sua aggressione diviene pratica utile ad esplorare il rapporto con l’alterità ed il reciproco scambio che costantemente avviene tra le persone e gli oggetti.

Sebbene alcune delle opere proposte in questa mostra possono sembrare, nei termini canonici della storia dell’arte, molto tradizionali, la differenza è apportata dalla sovversione dei luoghi comuni ereditati e connessi con il genere. Esse svelano una tensione evidente tra il pensiero ed il processo costitutivo, che consente di concepire una nuova modalità scultorea offrendo una visione caleidoscopica di spazi indefiniti.

Una famigliola felice al mare? No è Calder Greenwood

A prima vista l’immagine pubblicata qui sopra sembrerebbe la banale istantanea di una famigliola felice al mare. Chissà quante ne avrete viste di queste scene, durante le vostre vacanze o le vostre gitarelle fuori porta. Eppure questo quadretto idilliaco è lungi dal poter esser considerato normale visto che è parte integrante di un’installazione di street art creata da Calder Greenwood. Lo scorso martedì notte l’artista losangelino si è introdotto all’interno di un cantiere di Broadway ed ha iniziato ad installare la sua famigliola di cartapesta: bambino con tanto di secchiello, mamma che legge il giornale a pancia sotto e paparino sotto l’ombrellone intento a sorseggiare un drink, una scena che sulle spiagge di Los Angeles è un vero e proprio must.

Il giorno seguente la popolazione si è trovata faccia a faccia con l’insolita installazione. Subito si è scatenata la ressa dei curiosi: “in un primo momento pensavo fossero veri. Ho sfoderato il mio smartphone ed ho fatto partire la video camera, sperando che i tre non si muovessero. Avvicinandomi e notando una stasi innaturale mi sono resa conto che si trattava di manichini.

Poi ti lamenti che il pubblico non c’è

Il crollo verticale del sistema/arte, culminato con la sostanziale debacle di Roma contemporary, può aiutarci a comprendere cosa andrebbe cambiato, per ritrovare il perduto interesse del pubblico. Innanzitutto bisognerebbe farla finita con il concetto di “tecnico straniero”, lo specialista venuto da oltreconfine che salva baracca e burattini è una bella favoletta da raccontare ai vostri nipoti. Abbiamo ottimi curatori, manager ed addetti del settore anche dalle nostre parti, è preferibile un fallimento tutto italiano ad uno estero profumatamente pagato.

Anche i circoletti finto-minimal intellettuali che organizzano talk (in tutte le lingue tranne che l’italiano) sulla relazione tra Marinus Boezem e la margarina sono giunti ben oltre l’umana sopportazione. Proprio per dar retta a questi intellettuali radical-chic molti galleristi sono stati trascinati nel buco nero del Newindustrialminimalism / Cunsumerism, una pseudo corrente creativa che trova la sua ragion d’essere all’interno di lamiere buttate per terra, pezzi di marmo smussati con cartoline appiccicate sopra, sedie, mobili, piume di pavone e quanto altro.

MASBEDO al Centro Luigi Pecci di Prato

Dall’anno del Drago alla performance audio-visiva dei Masbedo con Gianni Maroccolo e Lagash :il 30 maggio serata da non perdere al Centro Pecci. Il 30 maggio al Centro per l’arte contemporanea luigi Pecci, due eventi che celebrano la contemporaneità nella maniera più alta. La densa giornata al Museo del 30 maggio è stata pensata per inaugurare l’orario estivo che vedrà l’apertura del museo dalle 16 alle 23, ogni giorno (escluso il martedì), con visite guidate gratuite al costo del biglietto alle ore 21.00 ogni mercoledì.

La serata inizia alle 19.00 con l’inaugurazione della mostra a cura di Dryphoto e dell’Associazione Buddista della Comunità cinese in Italia che ospita i lavori degli artisti Andrea Abati, Stefano Boccalini, Michelangelo Consani, Leone Contini, Da Wing, Valentina Lapolla, Shou Li, Franco Menicagli, Robert Pettena , chiamati a lavorare sul tema della presenza della comunità cinese a Prato partendo dall’evento dei festeggiamenti per l’inizio dell’anno del Drago. A seguire un apertitivo italo-cinese a base di piatti tipici della cultura cinese.

I big dell’arte contemporanea

 

Quali sono i più grandi artisti del contemporaneo? Sicuramente ognuno di noi avrà la sua bella risposta dettata dai gusti personale o da una particolare affezione. C’è però un metodo più freddo e preciso per valutare un artista, parliamo ovviamente delle regole di mercato. In base alle ultime aste internazionali, la celebre piattaforma Artnet ha stilato una classifica “gold” con i 20 artisti (10 uomini e 10 donne) che hanno raggiunto quotazioni vertiginose. Parliamo ovviamente di artisti facenti parte della storia dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra. Questa classifica può sicuramente aiutarci a comprendere il valore economico di un’opera, fermo restando che quello affettivo e quello storico sono ben altra cosa:

Uomini

1 Mark Rothko, Orange, Red, Yellow (1961) venduta a 86.882.496 dollari

2 Francis Bacon, Triptych (1976) venduta a 86.281.000 dollari

3 Andy Warhol, Green Car Crash (1963)  venduta a 72.840.000 dollari

4 Clyfford Still, 1949-A-No.1 (1949)  venduta a 61.682.500 dollari

5 Roy Lichtenstein, Sleeping Girl (1964) venduta a  44.882.500 dollari

A che ora è la fine della fiera?

Cronaca di una morte annunciata o periodo di stanca che prima o poi passerà? Difficile a dirsi, ma questo periodo che tutti chiamano “crisi economica” è decisamente molto più complesso di ogni altro periodo di depressione. L’economia c’azzecca fino ad un certo punto, visto che i paurosi scivoloni delle fiere d’arte contemporanea made in Italy non riguardano solo le vendite ma soprattutto le presenze dei collezionisti e del pubblico in generale,in netto ribasso,  un calo d’attenzione diffuso da cui bisogna per forza di cose uscire se si vuole sopravvivere.

Roma contemporary è l’ultimo episodio in ordine di tempo di una situazione di stanca generale del mercato, segno evidente che se Roma, Torino, Bologna e Milano vogliono continuare ad esistere si dovrà rivedere l’intera formula fieristica. Così come siamo combinati, la fine è già scritta in questa equazione: meno allure = meno collezionisti / meno collezionisti = meno gallerie/ meno gallerie = meno prestigio/ meno prestigio = meno collezionisti ed il cerchio si chiude.  

Trasversalità della critica all’Accademia Dello Scompiglio

Dopo il seminario “Incontri d’Armonia“, sotto la supervisione di Alfredo Pirri, il secondo progetto dell’Accademia Dello Scompiglio, sotto la direzione artistica di Angel Moya Garcia e Cecilia Bertoni, prevede lo svolgimento di una residenza della durata di due settimane dal titolo “Trasversalità della critica”. Una residenza rivolta a giovani critici di arti visive, teatro, danza, performance, letteratura, cinema e musica per stimolare una critica trasversale in grado di analizzare e riflettere sui diversi ambiti dell’arte contemporanea, scompigliando qualunque settorialismo nel dibattito attuale.

Un tentativo di educare lo sguardo a concepire una visione panoramica della critica, attraverso l’identificazione e l’approfondimento di linee intersecanti nelle diverse pratiche della contemporaneità. Durante lo svolgersi della residenza, oltre a diverse visite esterne alla Tenuta presso musei, gallerie, teatri o festival, si terranno alcuni incontri con diversi ospiti e si svolgeranno sessioni di Feldenkrais.

Architettura in città a Torino

Il Festival “Architettura in Città” torna per il secondo anno con un intenso programma di iniziative culturali a popolare spazi aperti e luoghi privati a Torino e nell’area metropolitana dal 30 maggio al 2 giugno 2012. Promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Torino e dalla Fondazione OAT, il festival di Torino si differenzia da altre simili manifestazioni in Italia e in Europa come occasione per avvicinare all’architettura un pubblico vasto attraverso la complicità di altre forme progettuali e artistiche. Nove le categorie tematiche all’interno delle quali sono raccolte le numerose iniziative; sei già presenti in calendario nella prima edizione: architettura e design, città e paesaggio, arte, teatro e cinema, musica, libri; tre che fanno la loro comparsa per la prima volta: smart, radical e educational.

Il Festival inaugura il 30 maggio alle 18.00 con il primo degli incontri Radical presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato: il curatore della mostra “Radical City” Emanuele Piccardo intervista Bruno Orlandoni e a seguire l’apertura della mostra Radical City, la produzione più importante della Fondazione OAT, visitabile dal 30 maggio al 30 giugno. La mostra affronta il tema della città come spazio di sperimentazione delle teorie espresse dall’architettura radicale italiana, attiva dal 1963 al 1973 e per molti anni esclusa dalla storia dell’architettura ufficiale, ad opera di Archizoom, Superstudio, UFO, Gianni Pettena, Ugo La Pietra, Pietro Derossi/Strum, 9999, Zziggurat.

Dreaming Beauties alla galleria Riccardo Crespi di Milano

La Galleria Riccardo Crespi presenta Dreaming Beauties, mostra collettiva che mette in relazione le opere di quattro artiste: Sofia Cacciapaglia, Ludovica Gioscia, Marta Sforni e Veronica Smirnoff. All’interno del percorso sensoriale offerto dalle quattro artiste si giunge ad una visione onirica e quadridimensionale del concetto di bellezza, finalmente libero da ogni meccanismo d’equilibrio. Le disomogeneità di stili e tecniche contribuisce alla riprogrammazione di ogni manifestazione fisica e concettuale, sino al completo stordimento percettivo.

Nel lavoro leggero e imponente di Sofia Cacciapaglia si ritrovano forme femminili che nella loro essenzialità tendono a divenire forme astratte, allo stesso modo le botaniche immaginarie riecheggiano immagini antropomorfe, quasi allegoria di un ciclo dal quale non si può uscire. La natura umana, l’essere donna ‘ossessivamente’ non sfugge alla propria essenza: l’osservatore viene riportato sempre lì, a confrontarsi con il rincorrersi ed il confondersi delle unità di misura della realtà e dell’onirico.

New entry > Archivio Video al DOCVA di Milano

Dal 29 maggio al 6 giugno New entry > Archivio Video – appuntamento periodico che presenta al pubblico opere conservate in Archivio Video DOCVA, curato da Careof – propone Folder di Cosimo Terlizzi. Cosimo Terlizzi inizia la sua ricerca artistica a metà degli anni Novanta, indagando la realtà che lo circonda attraverso la memoria e le esperienze personali e collettive. Restituisce microstorie che trascendono le singole vicende per descrivere le incongruenze e gli aspetti insoliti della quotidianità. Suoi soggetti privilegiati sono le persone, colte in rapporto al loro ambiente, trasformate in icone di rilevanza generazionale. In questa direzione ha fatto del ritratto il suo strumento d’indagine privilegiato.

Il mediometraggio documentario Folder (2010) sintetizza la poetica dell’artista. Il titolo si riferisce alla cartella di documenti personali, dove Terlizzi ha archiviato digitalmente i ricordi di un anno di vita: appunti in forma di video, fotografie, conversazioni via chat. Elementi autobiografici e indizi, attraverso i quali si delinea la vicenda drammatica di un’amica legata al percorso di cambiamento di sesso. Il film si struttura come un ipertesto, dove le singole informazioni sono legate le une alle altre in una narrazione non lineare.

Matteo Attruia alla Lipanjepuntin di Trieste

LipanjePuntin artecontemporanea ha il piacere di presentare Courtesy the Artist, una mostra personale di Matteo Attruia (Sacile, 1973) a cura di Daniele Capra. Per Courtesy the Artist Matteo Attruia ha contattato oltre una ventina di artisti da lui stimati chiedendo loro di contribuire alla realizzazione della mostra attraverso la donazione di una loro opera.  Compatibilmente alle proprie esigenze espressive, gli artisti coinvolti hanno ricevuto una busta, un francobollo ed un attestato/opera che testimonia la partecipazione e la gratitudine di Attruia.

L’artista così mette in atto un processo basato su dinamiche contrapposte, di condivisione di intenti e di appropriazione del lavoro altrui, svelando da un lato la propria debolezza che lo spinge a chiedere aiuto e, dall’altro, l’abilità di colui che riesce comunque a trarre un vantaggio da una situazione di difficoltà.  Le opere, rigorosamente private della firma di chi realmente le ha eseguite, ma non prive dello stile che caratterizza ciascun autore, diventano così lavori dello stesso Attruia e come tali sono esposti con il vincolo di segretezza. Identificate esclusivamente con un numero progressivo, le opere parlano al grado zero, annullando ogni liaison con il background, la storia e il curriculum che solitamente le accompagna.

Shirazeh Houshiary alla Lisson Gallery di Milano

Il lavoro di Shirazeh Houshiary si colloca a metà strada tra presenza e assenza, tra essere e non essere. Attraverso l’uso di differenti tecniche espressive… pittura, scultura e animazione, l’opera di quest’artista mira a catturare l’essenza invisibile alla base dell’esistenza.  Le sue composizioni, create dall’intreccio finemente lavorato di matita e colore, di armature di alluminio, o di fugaci apparizioni digitali, evocano topografie impossibili, indagando il microscopico o il cosmologico. Sebbene appaiano elusive e possano confondere lo sguardo, queste opere possiedono una forte energia che, se da un lato mette a nudo i limiti della percezione umana, dall’altro mostra un’intensa presenza fisica.

Le opere pittoriche di Shirazeh Houshiary esigono la lettura e al tempo stesso la negano. Su una base di pittura acrilica nera o bianca, la matita viene utilizzata per comporre differenti livelli di testo attraverso la ripetizione di due parole – un’affermazione e una negazione – che, sovrapposte l’una sull’altra, finiscono per trasformarsi in una rete intricata e in velature trasparenti, amalgamate poi attraverso un’esplosione di colore.

Smeared with the Gold of the Opulent Sun alla Nomas Foundation di Roma

La mostra Smeared with the Gold of the Opulent Sun è ispirata a un personaggio mancante, una figura centrale ma assente. La si potrebbe intendere come un tentativo – necessariamente fallito – di ricostruire la sua storia a partire da alcune pagine di quello che sembra essere il suo diario, e da una collezione di frammenti e una collezione di immagini e oggetti presumibilmente creati, o raccolti, da lui. Per quanto abitasse a Roma, non è dato sapere se vi sia anche nato o se vi sia morto (o se sia morto sul serio o invece sia solo disperso, o si sia recato altrove lasciando deliberatamente dietro di sé questa imperscrutabile, ma elegante, autobiografia per oggetti). È anche difficile stabilire quando sia vissuto.

Forse in un passato lontano o non tanto lontano (il tempo dei polli di gomma?), o forse addirittura in un imprecisato momento del futuro. Come la grande e ammalata città in cui viveva, i residui della sua vita testimoniano strati temporali contradditori, epoche che si sovrappongono l’una all’altra. Chi era? Cosa faceva? Anche questo è un bel mistero. Come tutti, va da sé, pare che egli abbia amato. Che abbia lottato per difendersi e sopravvivere. Che abbia cercato di comprendere i tempi sofferti in cui è vissuto. Impossibile dire fino a che punto ci sia riuscito.

Nuova SEAT Mii, a Bari l’appuntamento con la Mii Experience

 

E’ stata pensata soprattutto per le donne la nuova SEAT Mii, un concentrato di moderno design, interessanti dotazioni tecniche, un vano bagagli incredibilmente spazioso e una grande affidabilità. In città con le sue dimensioni, non rende difficile il compito di trovare parcheggio e, in realtà, garantisce sicurezza e comodità anche a chi deve affrontare qualche chilometro in più e, magari, in occasione della primavera organizzare qualche gita fuori porta. Niente paura, anche gli uomini possono trovare completamente rilassante la guida di questa citycar e, in più, essendo una vettura innovativa e del tutto diversa dalle altre, si distingue anche in merito alla sua presentazione. Se credete che dovrete recarvi solo in concessionaria per scoprirla, vi sbagliate di grosso. Difficile non avere sentito ancora parlare della Mii Experience, che porta la neonata di casa SEAT in tour per le principali città italiane e adesso è il momento di arrivare a Bari.