Lucio Fontana alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Arezzo

L’opera di Lucio Fontana è, per la prima volta, in mostra ad Arezzo, nei rinnovati spazi della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, il cui prospetto – per l’occasione – include l’omaggio al 150esimo dell’unità d’Italia con una spettacolare installazione tricolore che offre l’ingresso al pubblico nel proprio taglio centrale.

Dal 09 maggio al 24 giugno 2012 – inaugurazione domenica 06 maggio, ore 18.00 – si propone l’itinerario spazialista dell’autore, attraverso l’oltraggio alla materia: carta, tela, terracotta, ceramica… LUCIO FONTANA – hic et nunc, a cura di Fabio Migliorati, è realizzata dall’Assessorato Cultura e Spettacolo del Comune di Arezzo, con la collaborazione di Tornabuoni Arte, il sostegno di ATAM S.p.A. e di SUGAR Clothing Accessories Ideas.

Venti di guerra in arte

Il vento della protesta soffia in tutto il mondo. Del resto la Berlin Biennale 2012, che ha visto la partecipazione del guerrafondaio gruppo artistico russo Voina in veste di curatore, ha scelto di orientarsi su un tema legato alla politica vale a dire le rivolte che hanno scosso il mondo negli ultimi tempi.

Difficile offrire un’immagine reale della post-democrazia, gli artisti in mostra ci hanno provato ma non sempre ci sono riusciti. Da una rivoluzione teorizzata si passa a quella pratica, visto che nei giorni scorsi i movimentatori di Sotheby’s, oramai senza contratto da diversi mesi, hanno rinverdito la loro protesta con tanto di sit in davanti alla sede newyorchese della grande casa d’aste.

Il grande museo che fa chiudere gli altri musei

 

I governi non sono tutti uguali. Già perché fuori dalle nostre parti le decisioni in merito alla cultura vengono affrontate con maggior coscienza, ma spieghiamoci meglio. Prendiamo ad esempio la nascita di un nuovo polo museale dedicato all’arte contemporanea, dalle nostre parti e negli ultimi tempi questa è una pratica assai diffusa.

Costruire un nuovo museo significa innanzitutto sottrarre soldi ai contribuenti, pagare profumatamente l’archistar più in voga del momento, mettere in moto la macchina dei favori-controfavori del settore edilizio, spendere un capitale nei materiali ed accorgersi di aver sforato il bilancio indi per cui: stanziamento di altri bei verdoni ai danni del povero cittadino. Tutto si fa in nome della cultura, ma di cultura in questa macchinazioni se ne intravede giusto l’ombra.

Massimo Antonaci alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia

Dal 13 maggio al 31 luglio 2012 la Collezione Maramotti propone un focus sulla ricerca di Massimo Antonaci, artista italiano trasferitosi a New York negli anni Novanta. Il progetto Ipotenusa consta di tre mostre presentate in differenti spazi espositivi della Collezione, di cui uno mai aperto al pubblico. Dal Nero alla Trasparenza è uno sguardo retrospettivo sulla realizzazione di lavori di vetro e catrame che hanno contrassegnato la sua ricerca dalla metà degli anni Ottanta.

Cammino dentro un corpo solo. Da est a ovest 33 stazioni in terra straniera è una mostra costituita da polaroid accostate e composte all’interno di formelle di vetro sul pellegrinaggio di Antonaci a Santiago di Compostela. Opus è un progetto realizzato specificamente per la Collezione Maramotti: consta di quattro trittici (Serpente, Cerchio, Porte alchemiche, Stone) realizzati su papiro vergine fermentato segnati da interventi con colore ad olio.

Comprendere l’arte tra l’enigma e l’idiozia

L’arte contemporanea è sempre di gran moda ed è comunque terreno fertile per sperimentazioni estetiche e filosofiche di ogni tipo. Ultimamente però, per quanto concerne l’approccio didattico all’arte contemporanea le cose si sono fatte un tantino caotiche. Diciamo che si è persa la mezza misura, quella chiave di lettura accessibile ma non per questo semplice che garantiva una corretta esegesi della manifestazione creativa, senza per questo avvilire né l’opera né tanto meno il fruitore.

 Ecco quindi che oggigiorno l’arte contemporanea è divenuta incomprensibile e pretestuosa o semplicemente futile e banale. La storia dell’arte dei giorni nostri è la storia delle grandi manifestazioni ma molte di esse sono dei veri e propri deliri curatoriali che hanno in qualche modo dimenticato l’esistenza delle opere. Utopia Station, il progetto per la Biennale di Venezia del 2003 a cura di Molly Nesbit, Hans-Ulrich Obrist e Rirkrit Tiravanija ha aperto la strada alle imprese curatoriali smaccatamente ciclopiche, buone solo per tirar quattro colpi ad effetto.

La nuova moda della galleria d’arte è non essere una galleria d’arte

 

C’era una volta la galleria d’arte contemporanea in pieno centro, vale a dire ubicata nel quartiere più sofisticato e ricco della città. Una galleria bene in vista, situata in una strada dove solitamente passano ricche signore annoiate e rampolli d’alta società. Fino a poco tempo prima della crisi la nostra galleria andava benone e riusciva anche a partecipare a molte fiere d’arte contemporanea sparse per l’italico stivale.

I suoi artisti vincevano premi importanti ed il sistema li coccolava con le sue finte speranze. In seguito sono giunti i tempi delle vacche magre e la nostra galleria, per sbarcare il lunario, ha deciso di spostarsi in un’area periferica, uno di quei quartieri un tantino  popolari che qualcuno definisce art district senza nemmeno sapere perché.

Viadellafucina A.I.R., una residenza per artisti a Torino

viadellafucina A.I.R. è il primo autentico programma di residenza per artisti ubicato nel cuore della città che nasce con l’intento peculiare di attivare, attraverso periodi di residenza a Torino, processi di cooperazione tra artisti torinesi e artisti “forestieri” volti allo sviluppo di progetti condivisi che interessino l’area di Porta Palazzo.

Attraverso concreti dispositivi di integrazione, volti a rendere l’esperienza di residenza fruttuosa sia per gli ospiti che per le realtà locali, viadellafucina incoraggia altresì la collaborazione tra artisti e imprese nella produzione di opere d’arte nonchè il coinvolgimento della popolazione locale.

Il Libro nero della 54 esima Biennale di Venezia

Mercoledì 2 maggio 2012 al MAXXI B.A.S.E. – Sala incontri del museo MAXXI di Roma, avrà luogo la presentazione del volume Il Libro nero della 54 esima Biennale di Venezia a Cura di Eugenia Battisti. Edito Lulu Press, il libro è giunto oramai alla sua terza edizione (la prima realizzazione del progetto risale alla Biennale del 2007) ed in questa occasione presenta alcuni spunti su temi di ricerca fondamentali della storia dell’arte contemporanea, trattati recentemente in ambito accademico e museale.

Il progetto editoriale, che quest’anno offre l’analisi critica della Biennale diretta da Bice Curiger col titolo ILLUMInazioni, consiste in una raccolta di saggi ed interventi di giovani studiose d’arte contemporanea, ciascuna specializzata in un peculiare aspetto della realta’ artistica odierna.Un’interessante punto d’osservazione alternativo su di una manifestazione internazionale che ad ogni sua edizione non cessa mai di compiere una continua trasformazione sia di comportamenti che di linguaggi in relazione all’arte contemporanea.

Arte & Design Argentini in Italia al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino

Dal 2 maggio al 2 giugno 2012 nella splendida cornice della città di Torino presso il Museo Regionale di Scienze Naturali si potrà ammirare in un unico evento il progetto Arte & Diseño Argentino en Italia – Arte & Design Argentini in Italia. L’evento, promosso dal Ministero degli Affari Esteri Argentino, dall’Ambasciata Argentina in Italia, con il patrocinio del Comune di Torino, della Camera del Commercio e la Regione Piemonte, ha come obiettivo primario la divulgazione dell’arte e del design argentino attraverso una mostra e varie iniziative che creeranno una vera e propria piattaforma di dialogo tra l’Argentina e l’Italia, due paesi da sempre legati da affinità sociali e culturali.

L’evento sarà composto da due sezioni: DesignAbroad, curato da Creatività Etica e Contemporary Art Abroad curato da Massimo Scaringella e Lic, Lìa Cristal, all’interno delle quali sarà possibile ammirare la meravigliosa natura dell’arte e del design argentino, individuando quegli elementi di raccordo con le estetiche ed i concetti della creatività italiana. Il progetto vuole creare una vera e propria collaborazione fra le istituzioni locali ed i principali attori del progetto, a tale fine si creeranno una serie d’incontri tra i partecipanti argentini ed i differenti protagonisti dei settori arte e design italiano.

Luca Bertolo alla Nomas Foundation di Roma

Giovedì 3 maggio, Nomas Foundation presenta l’ultimo capitolo di A painting cycle. A chiudere il ciclo degli incontri dedicati alla pittura contemporanea è l’artista Luca Bertolo. Nei suoi lavori – disegni, dipinti, collage – l’artista mette in atto una sofisticata riflessione sui modi della rappresentazione. La sua indagine pittorica da una parte segue un approccio concettuale, dall’altra rivela una marcata attenzione verso i materiali e la dimensione figurativa, in cui assume un ruolo primario il linguaggio, analizzato nella sua trasformazione – deframmentazione e ricomposizione – attraverso lo strumento pittura.

Luca Bertolo sarà in conversazione con Pier Luigi Tazzi, critico d’arte e curatore di numerose mostre in Italia e all’estero. E’ stato docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e Lecturer e Tutor in istituti di educazione artistica in Europa e in Asia. Attualmente è presidente della Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago, curatore permanente del progetto Spread in Prato, e professore all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Alla Tate St Ives c’è Alex Katz

Nato nel 1927 a Brooklyn, New York, Alex Katz è uno degli artisti viventi più importanti degli stati uniti. Nel 2012 Katz celebrerà il suo 85 ° compleanno, e una carriera che abbraccia sei decenni. Per la sua prossima mostra alla Tate St Ives (dal 19/5/2012 al 23/9/2012), Katz ha pensato bene di riunire oltre 30 tele, oltre a collage e ritagli, che abbracciano l’intera gamma della sua carriera dal 1950 ad oggi.

Data la posizione della Tate St Ives, e l’approssimarsi della stagione estiva, la mostra pone un accento particolare sui paesaggi marini e sulle scene di spiaggia, così come immagini di vacanze di famiglia e amici, dipinte nella casa dell’artista sul mare di Lincolnville, Maine , dove continua a trascorrere le sue estati.

Scoprire Hunger dopo Shame

Come spesso succede dalle nostre parti, quando un regista riceve un successo inaspettato con una sua pellicola, anche le sue opere precedenti vengono ridistribuite. Anche con Steve McQueen è andata più o meno così. Parliamo ovviamente di una nostra vecchia conoscenza, visto che McQueen è anche uno dei più acclamati protagonisti dell’arte contemporanea. Nel 1999 si è aggiudicato il prestigioso Turner Prize e nel 2007 ha esposto alla Biennale di Venezia, sino a giungere al tripudio del 2009 dove sempre in laguna ha occupato il Padiglione Britannico, proponendo un film che vedeva come protagonisti proprio i Giardini di Venezia, visti nel periodo precedente l’esposizione, evidenziando così la differenza tra i sei mesi che ogni due anni vedono quella zona protagonista, e i rimanenti diciotto, dove la desolazione regna sovrana.

Noi quindi conoscevamo McQueen, i borghesucci del cinema italiano  dovevano ancora scoprirlo e lo hanno fatto con Shame, pellicola che ha stuzzicato i pruriti porno di chi non ha il coraggio di guardare un porno.

1 maggio musei aperti ad 1 euro!

Martedi 1° maggio molti musei statali saranno visitabili al costo di un solo euro.
Anche quest’anno dunque il MiBAC in occasione della festa dei lavoratori offre la possibilità a tutti gli italiani e ai turisti stranieri di conoscere e riscoprire il nostro grande patrimonio culturale e artistico ad un prezzo simbolico.

Ecco la lista delle strutture aperte:

ABRUZZO

Museo “Paludi” Celano AQ 8.30 – 19.30

Museo d’arte sacra della Marsica Celano AQ 9.00 – 19.30

Area Archeologica di Amiternum L’Aquila AQ 9.00 – 20.00

Area Archeologica di Alba Fucens Massa d’Albe AQ 9.00 – 20.00

Complesso Monumentale di Badia in Sulmona Sulmona AQ 9.00 – 19.30

Museo Archeologico Nazionale “La Civitella” Chieti CH 9.00 – 20.00

Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo Villa Frigerj Chieti CH 9.00 – 20.00

Parco Archeologico di Iuvanum Montenerodomo CH 10.00 – 13.00/15.00 – 18.00

Abbazia San Clemente a Casauria Castiglione a Casauria PE 9.00 – 19.30

Archivio di Stato di Pescara Pescara PE 7.30 – 18.30

Museo Nazionale Casa natale Gabriele D’Annunzio Pescara PE 9.00 – 19.30

Taverna Ducale Popoli PE 9.00 – 19.30

Archivio di Stato di Teramo Teramo TE 8.00 – 20.00

Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo Campli TE 9.00 – 20.00

Andy Warhol al Casello Aragonese di Otranto

Il Castello Aragonese di Otranto, dopo aver accolto all’interno delle sue possenti mura oltre 150mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso e Salvador Dalì, dal 27 maggio al 30 settembre 2012 ospita le opere di Andy Warhol, il principe della pop art americana.  “Andy Warhol. I want to be a machine”, a cura di Gianni Mercurio, apre la quarta stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione dell’architetto Raffaela Zizzari.

La mostra, attraverso circa cinquanta opere provenienti da collezioni private italiane e prodotte da Andy Warhol con la tecnica meccanica della serigrafia, presenta i temi fondanti dell’estetica dell’artista statunitense scomparso nel 1987: mito bellezza-successo (Marilyn), consumismo (Campbell’s Soup), simboli tragici (Electric Chair). Inoltre, saranno esposte opere significative come la serie dei Flowers, il Vesuvio (realizzato in occasione del suo soggiorno napoletano grazie al gallerista Lucio Amelio), i simboli del potere (Falce e Martello, Dollar Sign) e altre ancora.