Lara Almarcegui al Pastificio Cerere di Roma

Giovedì 10 novembre inaugura a Roma, presso la Fondazione Pastificio Cerere, la prima mostra personale in Italia dell’artista spagnola Lara Almarcegui (Saragozza, 1972). Aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 7 gennaio 2012, l’esposizione – fa parte di un ciclo annuale di attività proposto da Vincenzo de Bellis, curator in residence della Fondazione per il 2011.

La mostra di Lara Almarcegui è composta da due distinti e complessi progetti, realizzati appositamente per l’occasione, che rappresentano l’elaborazione di un suo più semplice lavoro esposto nel 2010 a Vienna. Pur diverse fra loro, entrambe le opere indagano la città di Roma, evidenziando l’interesse dell’artista nei confronti delle relazioni fra architettura e contesto urbano, fra ciò che accade in strada e ciò che accade negli spazi espositivi. 

Terza ed ultima fase di Cosa si prova ad avere un suono in testa

Cosa si prova ad avere un suono in testa l’11 novembre arriva alla sua terza e ultima fase, con una collettiva dedicata al concetto di ripetizione. Gli artisti coinvolti sono Ryoji Ikeda e Carsten Nicolai. Lamberto Teotino, Gregory Chatonsky, Daniela De Paulis, Alia Scalvini.

Nella ripetizione di un gesto, di una parola, di un elemento visivo o sonoro è insita una silenziosa volontà di arrestare il tempo e inseguire il mito dell’eterno ritorno, che si manifesta attraverso il perpetrarsi del presente, all’infinito. La reiterazione in loop di un oggetto-evento produce un eco del reale, che sfida le leggi spazio-temporali, dando vita a una dimensione parallela che trova origine nell’istante presente e in esso si rigenera, ciclicamente, mentre la sua matrice originale si proietta nel futuro, votandosi al non ritorno e all’oblio.

Beyond the East – Oltre l’Oriente

15 grandi maestri indonesiani Agus Suwage, F.X. Harsono, Yuli Praytno, Melati Suryodarmo, Mella Jaarsma, Heri Dono, Made Wianta, Eko Nugroho, Entang Wiharso, Ugo Untoro, Titarubi, Astari Rasyid, Arya Pandjalu, S. Teddy Darmawan e Budi Kustarto presentano le loro opere nella mostra “Beyond the East: Oltre l’Oriente. Uno sguardo sull’arte contemporanea indonesiana”, a cura di Dominique Lora, dal 16 novembre 2011 all’8 gennaio 2012 al MACRO Testaccio.

Insieme rappresentano una nuova generazione di artisti che ricerca il cortocircuito culturale ed umano intuendo la necessità di costruire una nuova coscienza “glocale”. Oggi America, Europa e Asia sono uniformate dalle tecnologie informatiche e condizionate dalle leggi del mercato internazionale ma condividono all’unanimità la necessità di preservare l’unicità e la diversità del loro patrimonio culturale. Le opere dei 15 artisti indonesiani rielaborano e al contempo analizzano e dissezionano le dinamiche legate al consumismo di massa e all’idolatria feticista del brand

Turi Simeti – Gallerja

Lunedi 7 novembre 2011 si inaugura presso lo spazio espositivo Gallerja di via della Lupa a Roma la nuova personale di Turi Simeti. A distanza di un anno dalla personale antologica nella sua città natale, Alcamo, tra le antiche mura dell’ex Collegio dei Gesuiti, questa sua mostra romana consente di approfondire e sviluppare ulteriori considerazioni. Tra le circa venti opere esposte in questa occasione, quasi tutte degli ultimi anni, ne figurano tuttavia anche alcune, come l’Ovale bianco del 1973 di grandi dimensioni.

Scrive Bruno Corà in catalogo: «Già nel 1968, Nello Ponente in un suo breve testo per l’opera di Simeti annotava con lucidità che essa propone un’essenzialità espressa da un modulo, l’ovale, “ripetibile in serie”, con il risultato di ricavare “un campo”, il quale distinguendosi da una superficie immobile, tipica della pittura, si qualificava piuttosto come “luogo di un’azione”. E se l’azione, effettivamente divenuta più evidente, soprattutto dopo il 1967, con i primi acrilici su tela sagomata per lo più da un solo ovale con forti aggetti, non è altro che quella congiunta della luce e dell’osservatore in atto di spostarsi modificando il proprio punto di vista rispetto all’opera, allora diviene palese la fenomenologia del principio formativo impiegato dall’artista.».

Giulio Rimondi – Beirut Nocturne

Venerdì 25 novembre, la Galleria OltreDimore di Bologna presenta la Beirut notturna, onirica e intimista di Giulio Rimondi, che racconta così la metropoli dove, dopo lunghi vagabondaggi attorno al mondo, ha scelto di vivere. La notte libanese si rivela sensuale, quieta –malinconica a tratti – attraverso una fotografia di reportage compenetrata da un filtro emozionale focalizzato sulla dimensione umana, profondamente personale della solitudine.

Per Rimondi l’istantanea diventa un alibi per immergersi nelle vite degli altri, per catturare a sorpresa scene e personaggi di una cultura mediterranea alla quale partecipa in prima persona. Per rappresentare questo immaginario Rimondi sceglie la forma del notturno, quando con il crepuscolo i confini del paesaggio urbano e umano si dissolvono in una visione differente, interna, liquida.

Ileana Florescu – Lunatiche

Giovedì 17 novembre, la Galleria Il Ponte Contemporanea di Roma è lieta di inaugurare la personale di Ileana Florescu che presenta una nuova serie di lavori dal titolo Lunatiche. Al piano terra, Le Lunatiche. Cinque fotografie di grandi dimensioni (220x80cm, 150x150cm, 80x62cm), scattate dall’artista in Sardegna catturano, in piena notte, i riflessi della luna nel mare.

Le immagini sono state realizzate usando, a secondo dei casi, uno o più scatti digitali. La Natura, e dunque la luce come parte integrante di essa, traccia scie luminose uniche ed irripetibili che in acqua durano l’arco dell’apertura di un otturatore. Immortalate dalla macchina fotografica, paiono chine disegnate a mano libera: “kanji, linee centripete o centrifughe che implodono o esplodono – dice Florescu – grovigli, nodi, linee fitte o rade, in un susseguirsi labirintico senza costrutto. Citando Fox Talbot, l’inventore del negativo, i riflessi lunari potrebbero definirsi The pencil of Nature”. Sul piano formale l’artista sembra voler rendere un omaggio fotografico a André Michaux e a Cy Twombly così come, nella precedente serie presentata al Ponte, Rapsodie in Blu, si ispirava al cromatismo di Glen Brown.

Enel Contemporanea 2011: Carsten Höller al MACRO

Enel Contemporanea torna protagonista della stagione autunnale al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma – con uno fra i più importanti artisti internazionali del momento: Carsten Höller, vincitore dell’edizione 2011. Enel Contemporanea Award 2011 è il premio promosso da Enel nell’ambito di Enel Contemporanea, quest’anno alla sua quinta edizione, che prevede ogni anno la realizzazione di opere sul tema dell’energia da parte di artisti internazionali (www.enelcontemporanea.com).

Dal 1° dicembre 2011 al 26 febbraio 2012 al MACRO di Roma sarà possibile visitare, con ingresso gratuito, l’opera “Double Carousel with Zöllner Stripes“, una doppia giostra in movimento collocata negli spazi della grande sala Enel al pian terreno, tra le più ampie sale espositive attualmente presenti in Europa. Qui il pubblico potrà anche interagire con le due giostre ideate dall’artista che, muovendosi in senso opposto, a velocità molto ridotta, consentiranno ai visitatori di salire e scendere liberamente, come fossero enormi mulini o macine in cui le persone, sedute sopra, si avvicinano e si allontanano in un moto rotatorio costante. Intorno, linee visive dalle trame apparentemente incrociate (“Zöllner Stripes“), creeranno un effetto complessivo di grande suggestione. Un’esperienza che modifica la percezione dello spazio generando una visione rallentata della realtà.

I AM: ITALY / I AM: ROMANIA autoritratti fotografici dei bambini di Milano e Sighet

Il 17 novembre in occasione della Giornata Mondiale del Bambino, Viafarini di Milano è lieta di presentare una mostra di fotografie realizzate dai bambini di CAF ONLUS (Milano, Italia) e Sos Bambini (Sighet, Romania) in collaborazione con l’artista Sasha Sicurella, direttrice e fondatrice della fondazione newyorkese I AM: International Foundation.

La selezione dei lavori ritrae trentatré bambini che hanno partecipato a un workshop della durata di tre giorni, centrato sul concetto di identità. I bambini hanno ritratto le proprie emozioni attraverso le loro mani, i piedi e le loro stesse ombre, usando la fotografia come strumento per catturare istanti di ‘gioco espressivo’. A ciascun bambino è stata data l’opportunità di riconoscere la bellezza e l’importanza dell’identità corporea, ricorrendo a diverse tecniche artistiche. Il successo dei progetti I AM: non sta tanto nell’intento di “curare”, ma piuttosto nell’abilità di creare esperienze immediate: un territorio spazio-temporale dedicato al riconoscimento di sé, all’espressione spontanea e al gioco autentico.

James Brown alla GAM di Torino

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino inaugura il 24 novembre, con la personale dell’artista americano James Brown, un nuovo progetto espositivo e di ricerca scientifica sulle proprie collezioni permanenti, aprendo un dialogo con artisti affermati e attivi sulla scena contemporanea internazionale. Dialoghi si affianca ai diversi progetti del museo che valorizzano il proprio patrimonio, a partire dalla riorganizzazione del percorso espositivo in ordine tematico, per proseguire con il progetto Wunderkammer impegnato a presentare a rotazione l’importante collezione di opere grafiche del futuro Gabinetto Disegni e Stampe della GAM; senza tralasciare il nuovo Vitrine che offre uno spazio alla giovane arte piemontese (il secondo appuntamento è affidato Gianluca e Massimiliano de Serio), e MAG, il periodico del museo che propone al pubblico, grazie al contributo di giovani curatori, un’analisi dei temi fondamentali del dibattito teorico sull’arte contemporanea.

Con il titolo Dialoghi la GAM intende accogliere con cadenza annuale un artista, invitato a realizzare una mostra nella quale le sue opere possano relazionarsi con una scelta di capolavori del patrimonio del Museo. L’artista è guidato, nella fase di studio e analisi delle opere, dal dipartimento curatoriale, che lavora in stretta collaborazione all’ideazione del percorso espositivo. Lo scopo è quello di creare, all’interno della mostra, delicate connessioni e suggestioni inedite tra le opere scelte della collezione e i lavori dell’artista coinvolto.

BECKY BEASLEY – The Outside

The Outside, prima personale di Becky Beasley che si inaugura il 16 novembre alla Galleria Francesca Minini di Milano, è il secondo capitolo della trilogia ‘Late Works’, la cui prima parte è stata presentata nel 2010. La trilogia si concluderà con un ulteriore progetto e una pubblicazione in tre parti nel 2012.

Il punto di partenza per The Outside è stato l’interesse di Beasley per Casa Mollino, un appartamento a Torino che Mollino comprò nel 1960 e che decorò per il resto della sua vita. Egli non vi abitò mai; la considerava piuttosto come un sepolcro per la vita dopo la morte. Essendo molto interessato al museo egizio di Torino sapeva bene che l’architetto reale Kha decorò la sua tomba nel tempo libero. Per questo Mollino, così come Duchamp nel suo Étant donnés (1946-66), passò gli ultimi anni della sua vita lavorando quasi segretamente su questo progetto.

VIEDRAM, il festival internazionale dedicato alle nuove frontiere del suono e dell’immagine in movimento

VIEDRAM_VISUAL CULTURE FEFÈSTIVAL_VIDEO+SOUND DESIGN è il festival internazionale dedicato alle nuove frontiere del suono e dell’immagine in movimento. Un evento che, nel settore del video, sound design e motion graphic, copre un segmento che nessun altro, in Italia, occupa. Quest’anno il festival si svolge a Roma, il prossimo 4 novembre al Teatro Palladium ed è inserito nel calendario di Cinema, Festival Internazionale del Film di Roma e in RomaEuropaFestival nel programma di Digitalife 2.

Nato nel 2003 da un’idea di Luigi Vernieri, direttore della Scuola di Visual Communication dell’Istituto Europeo di Design di Roma e fondatore della piattaforma creativa Fefè Project, è stato realizzato in tutte le sue edizioni in collaborazione con IED Roma. VIEDRAM, crasi tra le parole “Video”, “IED” e “Ram”, è un osservatorio che seleziona i migliori prodotti audio e video, dando loro visibilità, e promuove i nuovi autori del digitale. Dall’edizione 2009 ha allargato il campo di sperimentazione anche al sound design. Scopo del festival è scoprire e promuovere le nuove firme dei linguaggi audiovideo e, al tempo stesso, avvicinare un pubblico giovane, colto e tecnologicamente evoluto ai linguaggi della creatività contemporanea.

La Postal Art di Gilbert&George alla Pinacoteca Agnelli

La Pinacoteca Agnelli di Torino inaugura il 5 novembre la prima mostra mai realizzata sulla Postal Art di Gilbert & George. Curata da Mirta d’Argenzio, la mostra presenta oltre 130 opere di THE URETHRA POSTCARD PICTURES del 2009, oltre ad alcuni primi esemplari della postal art di Gilbert & George risalenti alla fine degli anni ’60.

La postal art è stata, nelle sue varie forme, un elemento integrante nell’arte di Gilbert & George, a cominciare dalle POSTAL SCULPTURES del 1969-70, lo stesso periodo delle prime leggendarie presentazioni delle LIVING SCULPTURES degli artisti, e incluse le POSTCARD SCULPTURES, le POSTCARD PIECES e le TITLED POSTCARD PICTURES, tutte create fra il 1972 e il 1989 fino ad oggi, e il gruppo di 564 opere comprendenti THE URETHRA POSTCARD PICTURES. Le opere postali di Gilbert & George, con i loro titoli ed immagini, spesso comprensivi di una singola parola o linea di testo, hanno espresso meglio di qualunque saggio critico le nuove poetiche degli artisti agli esordi della loro carriera. Gli artisti hanno paragonato la creazione di quest’arte nata a partire da cartoline a quella dello schizzo; per questo la postal art ci offre una magnifica prospettiva concettuale da cui osservare con maggiore profondità l’opera stessa di Gilbert & George.

Dopo Roma MEET DESIGN arriva a Torino

Dal 5 novembre 2011 al 25 gennaio 2012 inaugurerà a Torino MEET DESIGN, inedita “piattaforma multicanale” ideata dal Gruppo RCS – Rizzoli Corriere della Sera. MEET DESIGN è un contenitore di idee e di attività in grado di veicolare i valori concettuali, progettuali, creativi e produttivi del design, con l’obiettivo della divulgazione del design italiano attraverso iniziative di ampio respiro.

La prima tappa si è svolta Roma dal 16 settembre al 13 ottobre e ha riscosso un largo successo sia tra i professionisti del mondo del design e dell’architettura, sia presso il grande pubblico della capitale, con un’affluenza sorprendentemente numerosa presso la prestigiosa sede dei Mercati di Traiano. “L’edizione romana di MEET DESIGN – racconta Raimondo Zanaboni, Amministratore Delegato di RCS Pubblicità – ci ha regalato grandi soddisfazioni. Il successo di pubblico, numeroso sia alla mostra che agli incontri con designer e imprenditori, è stata un’importante testimonianza di quanto interesse questo settore sia in grado si suscitare e di quante opportunità di comunicazione offra”. 

Non è facile, a Palazzo Incontro una mostra che invita a non fermarsi alla superficie

Inaugura il 9 novembre la mostra Non è facile a cura di Claudio Libero Pisano, primo appuntamento di un ciclo di quattro incontri espositivi del Contemporaneo all’interno di Palazzo Incontro a Roma. Il titolo della mostra esprime un voluto doppio livello di lettura che unisce tra loro – come in un dialogo ideale – i cinque lavori degli artisti esposti. Ad un primo sguardo, le opere si presentano cariche di empatia e grande riconoscibilità nel segno e per l’uso di colori fortemente caratterizzanti. Ma, ad un’osservazione più attenta, si tratta di opere che chiedono di andare oltre. Oltre l’apparente e una lettura solo appagante, per potersi immergere in territori e interrogativi non esclusivamente estetici né rassicuranti.

Non è facile è un monito a non fermarsi alla leggerezza evanescente della superficie. L’universo interpretativo è colmo di significati, non sempre immediatamente riconoscibili, che si rivelano solo nel saper guardare. Oltre l’immagine stessa che l’artista ci offre e che egli stesso invita a superare, trasfigurandola, per coglierne l’essenza. Ci vuole attitudine, predisposizione d’animo. Non è facile avere l’una e l’altro.