Masbedo in mostra alla Lorcan O’Neill di Roma

 
Micol Di Veroli
1 luglio 2011
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Until The End 450x253 Masbedo in mostra alla Lorcan ONeill di Roma

La Galleria Lorcan O’Neill di Roma inaugura il 6 luglio una mostra di lavori inediti dei videoartisti Masbedo. Il progetto, concepito per lo spazio della galleria dedicato ai lavori site-specific, prevede l’esposizione di un video monocanale intitolato Until The End, una serie di fotografie e una video-scultura.

I Masbedo hanno recentemente esibito ad Art Unlimited Basel la video-installazione Kreppa Babies, parte del cosiddetto “ciclo islandese”, e presentato al Museo MAXXI di Roma la video-performance C’est la vie pas le paradis. Con il nuovo video Until The End che sarà presentato per la prima volta in questa occasione, i Masbedo inaugurano un nuovo ciclo di lavori, che tenta la propria piena e consapevole espressione proprio in questo progetto, al quale sono legate una serie di nuove fotografie e una video-scultura.

Until The End, non ha un’impostazione narrativa, ma illustra, grazie ad una sola immagine in leggero movimento, un messaggio universale che gli artisti hanno definito “la condanna all’altezza”. In un limbo nero due piedi si sforzano, in una sorta di danza, di aspirare, salire, staccarsi da terra. Tale gesto primitivo è fonte da un lato di una metafora legata all’innalzamento fisico, all’elevarsi del corpo in un contesto sociale, dove “la condanna all’altezza” è traducibile in una condanna alla bellezza e al potere; dall’altro lato rappresenta il tentativo ascensionale di un corpo inscrivibile in una dimensione metafisica, dove il corpo tende alla Luce, all’Infinito, allo Spirito e a Dio.

Until The End è anche una trasfigurazione contemporanea della celebre danzatrice degasiana, divenuta un’icona della storia dell’arte grazie alla potenza evocata da tre sue caratteristiche imprescindibili: il movimento rotatorio attorno ad un ideale asse universale, il nastro grazioso giovane e leggiadro che cinge i capelli e lo sguardo continuamente rivolto verso l’alto. Seppur non citati letteralmente e visivamente, nel video dei Masbedo si osservano l’ossessività ancestrale di un corpo forzato tra un movimento circolare e verticale, e un’immagine di un corpo giovane ma consumato, metafora del tempo che fugge e del tentativo di rallentarlo. Contrariamente ad una ballerina classica, il cui simbolo sono le scarpette da ballo e per la quale la fatica è sinonimo di eleganza, la danzatrice quotidiana di Until The End è invece rappresentata dalla nudità dei suoi piedi, divenuti artigli, e il cui sforzo all’ascensione la scalfisce e la ferisce. I Masbedo innescano così un processo di de-siderazione di un topos, quello della ballerina appunto, umanizzandolo e di fatto rendendolo vivo e mortale.

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