L’arte contemporanea scende, l’arte moderna sale

di Redazione Commenta

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Curioso a dirsi ma in questo periodo di grande crisi economica internazionale che sta facendo registrare un vertiginoso ridimensionamento di cifre nel mercato dell’arte contemporanea, l’arte moderna sembra non perdere colpi. Anzi si potrebbe affermare che sta riguadagnando il terreno perso negli ultimi anni. Alla 22esima TEFAF, la fiera europea dell’arte moderna e dell’antiquariato che si è aperta lo scorso 12 marzo a Maastricht in Olanda si è verificato un picco di visite e transazioni mai registrato negli ultimi anni, una serie di vendite che ha migliorato il record personale dell’evento.

In pochi minuti l’espositore William Noortman che aveva in mostra un piccolo pannello di Gabriel Metsu del XVII secolo è stato venduto alla vertiginosa cifra di circa quattro milioni di dollari. Non da meno Konrad Bernheimer proprietario della Colnaghi di Londra che ha venduto ad un collezionista tedesco il ritratto di un giovane uomo ad opera di Rubens per la modica cifra di cinque milioni di dollari.

Altro esempio è l’espositore Johnny Van Haeften di Londra che ha presentato un paesaggio con vista di una cittadina fiamminga vicino al fiume, opera di Martin Ryckaert e databile agli inizi del 1620. In questo caso il dipinto è stato venduto per un milione di dollari senza alcun problema. Anche l’impegno ad offrire una vasta scelta di quotati dipinti e pezzi d’antiquariato ad un prezzo ragionevole sembra aver giovato alla manifestazione convincendo i nuovi collezionisti ad acquistare senza troppe difficoltà.  Sembrerebbe quindi che in questi tempi di crisi il collezionismo sia alla ricerca di sicurezza, di nomi che hanno fatto la storia dell’arte che possono garantire un chiaro investimento senza bruschi andamenti di listino. Certo è che anche l’arte contemporanea ha i suoi mostri sacri e sicuramente il mercato ha in serbo altre sorprese, non resta che aspettare e vedere.

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