Richard Prince, rasta con il trucco

di Micol Di Veroli 1

Noie per Richard Prince ed il suo art dealer Larry Gagosian, il fotografo francese Patrick Cariou ha infatti citato in giudizio il dinamico duo per un abuso di copyright riguardante una foto di sua proprietà che l’artista Prince avrebbe usato per una sua recente serie di opere.

Secondo i legali del fotografo francese Richard Prince avrebbe manipolato senza alcuna autorizzazione una serie di immagini provenienti da Yes Rasta, libro fotografico con immagini riguardanti la cultura del popolo rastafari che Cariou ha pubblicato nel 2000 dopo una decade di ricerche sulle montagne jamaicane. Richard Prince ha esposto la serie di opere incriminate in occasione di Canal Zone, una mostra alla Gagosian di New York che ha avuto luogo nel 2008. Anche la nostra italianissima casa editrice Rizzoli sarebbe stata nominata in giudizio per aver collaborato alla produzione del catalogo di Canal Zone, gli esponenti del gruppo italiano hanno però negato il fatto di aver distribuito il catalogo e di essere perciò estranei ai fatti.I legali di Cariou sono inoltre al lavoro per valutare i danni morali e chiedono l’immediata distruzione di tutti e 22 i dipinti di Richard Prince che abbinano le immagini del fotografo francese ad elementi pornografici ed espressionisti. In risposta all’azione di Cariou i legali di Gagosian asseriscono che Prince nel suo lavoro ha usato piccole porzioni di fotografie insieme ad altre immagini e media per creare un nuovo ed unico lavoro ed, udite udite, l’artista non avrebbe usato le immagini per scopi commerciali ed in assoluta buona fede. Apprendiamo quindi da queste inusitate parole che Gagosian di lavoro non faccia più il mercante d’arte ma sia divenuto un organizzatore di mostre senza scopo di lucro.

Per tutta risposta Patrick Cariou ci informa che 8 dipinti della serie di Prince sono stati venduti ad un prezzo che oscillerebbe tra il milione e mezzo ed i tre milioni di dollari, una cifra un tantino alta per chi manipola immagini per scopi non commerciali.

Ricordiamo che il buon Richard Prince fu già citato in giudizio per aver violato le leggi sul copyright negli anni ’80 e ci chiediamo quindi che senso abbia usare idee di altri per sviluppare un proprio di ciclo di opere, Vezzoli docet.

Photo Credits: a sinistra l’opera di R. Prince, a destra l’opera di P. Cariou

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>