Classified, una mostra sulla classificazione

di Micol Di Veroli Commenta

Damien Hirst

Importanti e recenti acquisizioni di arte contemporanea inglese sono attualmente in mostra alla Tate Britain dal 22 giugno. La manifestazione a carattere totalmente gratuito dal titolo Classified include opere di larga scala e molteplici media, tra gli artisti acquisiti svettano in nomi di Phillip Allen, Gillian Carnegie, Jake and Dinos Chapman, Martin Creed, Tacita Dean, Jeremy Deller, Mark Dion, Ceal Floyer, Damien Hirst, Simon Patterson, Peter Peri, Fiona Rae, Simon Starling e Rebecca Warren.

La mostra focalizza l’attenzione sul metodo di lavoro degli artisti, esplorando il  bisogno di classificazione come grande influenza in grado di alterare la nostra percezione del mondo esterno. Classified si riferisce al desiderio di collezionare, ordinare e categorizzare e mostra quanto gli artisti usino questo metodo nel loro lavoro. Le opere presenti in mostra si affidano una vasta scelta di metodi ed approcci diversi ma ognuna di esse è collegata dallo stesso desiderio di classificazione.  Tra le opere più influenzate da questo metodo operativo salta certamente all’occhio Pharmacy, installazione di Damien Hirst del 1992. Di notevole interesse in merito alla catalogazione anche la raffigurazione iconica della mappa della metropolitana di Londra prodotta da Simon Petterson, intitolata Great Bear, anch’essa del 1992.

Molte opere sono inoltre esposte per la prima volta alla Tate, si tratta di Les Baux-de-Provence (Mountain Bike) di Simon Starling del 2001, Chapman Family Collection, opera dei Fratelli Chapman del 2002, Michael Hamburger del 2007 di Tacita Dean e la scultura In the Bois di Rebbecca Warren del 2005.

Tutte queste meravigliose opere permetteranno ai visitatori non solo di ammirare il metodo operativo degli artisti influenzato dalle diverse strategie di classificazione ma anche di osservare l’importante ruolo museale nel collezionare, catalogare e mettere in mostra le opere.  La mostra è curata da Clarrie Wallis ed Andrew Wilson.

Photo copyright: Damien Hirst

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