Manchester International festival, la biennale britannica

di Redazione Commenta

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 Si è aperto questo weekend il Manchester International festival con una scoppietante inaugurazione dal gusto teatrale. L’evento biennale giunto alla sua seconda edizione si è subito guadagnato un posto importante nella scena dell’arte contemporanea internazionale ed a dispetto delle sue ambizioni pompose, propone comunque interessanti mostre di artisti internazionali.

Tra gli eventi dell’opening c’è la performance di Marina Abramovic che chiede ai visitatori dello spazio vuoto alla Withworth Gallery di rimanervi per alcune ore. Altro evento degno di nota è la processione circense con macchine modificate, punk ed emo-kids organizzata da Jeremy Deller.  Da vedere anche l’installazione di Fiona Banner costituita da modellini di famosi aeroplani da guerra sospesi a mezzaria come uno sciame di locuste.

Disturbante invece l’installazione The Procession di Thomas Hirschhorn che inscena il funerale di un soldato nell’era dei mass media, piazzando un enorme bara rossa coperta da ritagli di giornale al centro della superficie espositiva. Il feretro è sollevato da mani che spuntano dal suolo coperto di sangue e da ritagli di giornale. Se invece cercate qualcosa di più tranquillo potete sempre visitare la galleria Approach vicino Bethnal Green che propone una bellissima mostra di Alice Channer intitolata Worn Work con sculture ed installazioni costituite da stoffe e drappi che cadono dal cielo attivando lo spazio vuoto attorno a loro.

Alla A Foundation di Liverpool, Daniel Pasteiner tenta invece di ricreare un universo magico da oggetti di comune uso domestico. Sculture rosse e blu, come doppie ellissi giganti, si intrecciano e si allungano nello spazio come costruzioni genetiche provenienti da un altro pianeta. Eastside Projects di Birmingham propone invece Joanne Tatham e Tom O’Sullivan con una mostra dal buffo titolo Does Your Contemplation of the Situation Fuck With the Flow of Circulation. Il duo propone un installazione a forma di tunnel dove i visitatori possono strisciare all’interno.

Photo Copyright: Thomas Hirschhorn

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