Le accuse di Charles Saatchi

di Redazione Commenta

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Forse si è trattato di uno sfogo frutto di un attacco di invidia o forse è stata solamente la reazione di un padre che richiama all’ordine il proprio figlio, sta di fatto che alcuni giorni fa il magnate dell’arte Charles Saatchi ha duramente criticato il suo pupillo nonchè star dell’arte contemporanea Damien Hirst.

Nuove grane quindi per il nostro beniamino che come ricorderete ha da poco subito un attacco di guerrilla art da Cartrain che gli ha sottratto un pacco di matite dall’installazione Pharmacy. Charles Saatchi solitamente non parla delle sue opinioni artistiche si è improvvisamente sbottonato in occasione di un intervista per il suo nuovo libro dal titolo My Name is Charles Saatchi and I am an Artoholic che in italiano suonerebbe un poco come Il mio nome è Charles Saatchi e sono un arte-dipendente, gioco di parole sulla frase tipo di ogni presentazione personale alle riunioni degli alcolisti anonimi.Ad una domanda sul  più grande artista dei nostri tempi tra Hirst o l’americano Jeff Koons, Saatchi ha così risposto: “Entrambi hanno creato opere straordinarie, quindi la loro presenza nel pantheon dei più grandi è assicurata. Comunque devo dire che entrambi negli ultimi tempi mi sono sembrati un poco fuori forma ed avrebbero fatto meglio ad essere meno presenti con le loro opere, ad esempio i teschi di Hirst mi hanno letteralmente disgustato”.

Queste dure parole sarebbero bastate per capire che ultimamente tra Saatchi ed Hirst non corra buon sangue ma alla domanda se un artista come Hirst merita di essere così ricco (si pensa che il suo capitale ammonti a 100 milioni di sterline) il magnate ha risposto ancor più duramente: “Solo se si pensa all’arte come spettacolo, in questo caso la paga di Hirst è perfettamente in linea con quella di altri divi come Tiger Woods, Harrison Ford, Roger Federer, Johnny Depp e Madonna”.

Anche se le parole di Saatchi fanno male come un pugno nello stomaco bisogna ammettere che questa volta il ricco mercante non ha tutti i torti, sarebbe forse il caso di riportare le quotazioni delle opere delle stars del contemporaneo alla realtà e di giudicare con maggior senso critico le loro ultime produzioni artistiche.

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