Se Damien Hirst piange, Tracey Emin lo consola

di Micol Di Veroli Commenta

Pochi giorni fa in un nostro articolo vi avevamo parlato della nuova serie di opere pittoriche prodotte da Damien Hirst ed attualmente in mostra alla Wallace Collection. Sfortunatamente questo nuovo vezzo artistico di Hirst non ha ricevuto il successo sperato ed anzi, ha sollevato le feroci ire dei critici inglesi che si sono prontamente schierati contro di lui e la sua arte. Damien Hirst però non è stato completamente abbandonato da tutti, l’eclettico artista inglese può infatti contare su di un valido supporto, quello dell’ancor più eclettica Tracey Emin, sua diretta collega ai tempi degli Young British Artists.

Ai microfoni del Wall Street Journal l’artista ha infatti recentemente dichiarato: “ So benissimo cosa significhi essere preso a schiaffi dalla critica. Ed anche se sei una persona forte alla fine la cosa diventa insopportabile. Ma Damien Hirst sta affrontando un cammino sperimentale e questo è un atto decisamente coraggioso”. Ora ci sarebbe molto da dire circa il tipo di pittura messo in mostra da Hirst e se essa sia realmente una pratica sperimentale o meno, ma preferiamo continuare con l’articolo. Tracey Emin ha inoltre continuato la sua intervista dichiarando: “Ho visto Hirst in un ristorante pochi giorni fa e mi è sembrato di ottimo umore, anzi rideva allegramente con in suoi amici e credo stia bene”. Effettivamente anche Tracey Emin vanta una lunga serie di critiche negative nei suo confronti, la sua opera My Bed del 1999 prodotta per il Turner Prize e raffigurante un letto sfatto con attorno bottiglie di vodka, scatole di sonniferi e preservativi usati provocò le ire dell’establishment artistico dell’epoca.

Inoltre alla Biennale di Venezia del 2007, quando l’artista presentò una serie di acquerelli e di installazioni del tutto spartane nel padiglione inglese, Richard Dorment, critico del Telegraph concluse la sua recensione scrivendo: “Per 22 anni ho scritto della Biennale di Venezia e non ho mai visto niente di così debole nel padiglione inglese”. Ovviamente Tracey Emin vanta un grande numero di fans e collezionisti che sicuramente non mancheranno di farsi vivi alla sua prossima mostra personale dal titolo Only God Knows I’m Good, il 5 novembre alla  galleria Lehmann Maupin di New York

Photo Copyright: Patrick McMullan

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