Le maschere di Shin Murayama contro l’AIDS

di Redazione Commenta

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 Shin Murayama è un ibrido, la sua istrionica personalità lo porta ad essere a volte un fashion designer che gioca a fare l’artista ed altre un artista che gioca a fare il fashion designer. Dal 2004, data ufficiale della sua prima linea personale dal titolo Wore Dance il talentuoso e giovane designer giapponese non ha mai smesso di stupire il mondo dell’arte e dell’haute couture con le sue bizzarre e sfrontate creazioni. Nel 2007 Murayama ha fatto parte del gruppo artistico The Library Police Group ed ha preso parte alla scoppiettante mostra dal titolo The Royal House.

Dal 2008 Murayama si è trasferito negli Stati Uniti ed ha iniziato la produzione di una fantastica e grottesca serie di maschere riunite in un progetto denominato Valhalla. Tali composizioni hanno dato enorme rilevanza al nome del creativo designer tanto da fargli guadagnare recentemente la copertina di Vogue edizione giapponese dove figura una delle sue maschere dal titolo The Beast Within. Recentemente Shin Murayama ha varato un importante progetto con I Don’t Like Mondays una fashion boutique online fondata da Colin Talbot e Dean Rodgers con l’intento di selezionare e mettere in vendita le migliori creazioni artistiche provenienti dai più sperimentali designers di tutto il mondo. Si tratta di una boutique del tutto speciale che offre alla sua clientela vere e proprie rarità, pezzi unici che possono essere paragonati a vere e proprie opere d’arte, oltre le barriere che solitamente dividono arte e moda.Le maschere di Shin Murayama rappresentano vere e proprie mutazioni a metà tra il rituale e l’animale, esse non coprono interamente la faccia di chi le indossa e lasciano sempre gli occhi scoperti.Mediante il suo stile del tutto personale l’artista giapponese organizza in una maniera insolita e nuova le strutture facciali e le espressioni, lasciando riconoscibile il volto che si cela all’interno di ogni maschera.

La collaborazione tra Shin Murayama e I Don’t Like Mondays non ha solo scopi velleitari ma sotto la scorza modaiola nasconde un progetto con lodevoli intenti umanitari. Parte dei proventi ricavati dalle vendite della maschere andrà infatti all’associazione Designers Against Aids, organizzazione no-profit che da alcuni anni si è prefissata l’obiettivo di mettere in guardia i giovani dal virus dell’Hiv usando gli elementi della cultura pop ( musica, arte, design, cinema ecc. ecc.). Insomma se vi va di acquistare qualche maschera a fin di bene potete farlo su questo sito.

Photo Copyright: IDLM e Shin Murayama

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