Madame Hirsch vista da Brigitte Niedermair

di Redazione Commenta

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Un viaggio lungo anno, un diario per immagini sospese in un gioco ambiguo tra finzione e realtà, artificio e naturalezza: l’artista Brigitte Niedermair ha raccontato un anno di vita della signora Renate Hirsch Giacomuzzi nella mostra Madame Hirsch, che inaugura a Museion di Bolzano il 20 novembre prossimo.

Con Madame Hirsch Brigitte Niedermair, nota artista di origine meranese, si è per la prima volta cimentata in una sorta di diario di bordo di alcuni momenti di vita della signora Renate Hirsch Giacomuzzi. Assecondando le naturali pose da life style che appartengono alle sue ritualità quotidiane ed alle sue cadenzate abitudini di vita mondana – dalle imprescindibili vacanze invernali a St. Moritz a quelle estive a Cala di Volpe in Sardegna, dai riti della festa di Natale a quelli della Pasqua fino all’immancabile appuntamento annuale al ballo delle debuttanti all’Opera di Vienna – il visitatore/spettatore viene immerso in un susseguirsi di set cinematografici “naturali” trattenuti dall’obiettivo fotografico.
La mostra, che verrà ospitata nel foyer di Museion, presenta 26 fotografie di grande formato, che recuperano la grande arte del ritratto e rifiutano ogni idea di casualità: i luoghi sembrano infatti una serie di scenografie, che generano immagini degne della definizione di “teatro dipinto”. Madame Hirsch può, in effetti, essere vista anche come una serie di tableaux vivant, in cui l’affascinante signora non fa altro che reinterpretare con leggiadria e compunto il ruolo di sé stessa.

In Madame Hirsch Brigitte Niedermair ha saputo far leva, con occhio attento, sul gioco ambiguo tra finzione e realtà che viene a crearsi nella fruizione della fotografia: la realtà fotografata potrebbe anche essere fittizia, ma rimanda comunque ad un potenziale esistibile e, soprattutto, viene esteticamente vissuta come autentica.

Benché lo spettatore avverta la prorompente genuinità del soggetto fotografato, sente al contempo anche il grande fascino dell’immagine riprodotta, in cui è assente ogni spontaneità e domina la messa in scena. L’oggetto, o meglio i soggetti rappresentati vengono rimessi in questione; l’accento sulla messa in scena e la messa in atto di strategie compositive suggeriscono una forte ricerca di autenticità. In questo senso l’artista ha saputo cogliere l’attimo che intreccia voluta artificiosità con assoluta naturalezza, creando così un diario di immagini spettacolari e semplici al contempo.

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