Lady Gaga, Francesco Vezzoli ed il Bolshoi? tutto può succedere a Los Angeles

di Micol Di Veroli Commenta

gagavezzoliLady Gaga è la nuova stella del pop, la sua indole stravagante ed il suo look eccessivo hanno conquistato in un breve lasso di tempo l’intero mondo della musica e del gossip. Ma a lady Gaga tutto questo non basta e la vanitosa cantante si sta già preparando ad invadere anche il mondo dell’arte contemporanea. L’autrice di Poker Face sarà infatti affiancata da Francesco Vezzoli, altra icona irriverente della scena dell’arte internazionale, in occasione di una performance che si terrà il 14 novembre prossimo al MoCa, Museum of Contemporary art di Los Angeles.

L’evento si terrà in concomitanza con il trentesimo anniversario della prestigiosa istituzione museale e vedrà la partecipazione dl celebre balletto del Bolshoi. Lady Gaga presenterà una sua nuova canzone intitolata Speechless ma Vezzoli non starà certo a guardare, l’artista italiano ha infatti già annunciato che gli spettatori saranno affascinati e stupiti da questa piece surreale.Gli organizzatori del MoCa mi hanno offerto un rituale sociale, come una tela vuota da trasformare in opera d’arte. Per molti artisti questo potrebbe essere un incubo ma per me è come un sogno surreale, ed in totale stile surrealista voglio mescolare la più giovane ed affascinante pop star con il più classico gruppo di di esperti danzatori. Il risultato sarà una performance impeccabilmente imperfetta ed impossibile da predire, come tutti i grandi eventi dovrebbero essere”. Ha dichiarato Francesco Vezzoli ai microfoni di Contactmusic.

Per Lady Gaga l’evento non sarà certo insostenibile visto che la sfrontata signer dalle origini italiane non arrossisce di fronte a nulla ed ha più volte dichiarato che i suoi concerti sono vere e proprie performance di arte contemporanea. Di arte comunque se ne vedrà molta e di grande qualità visto che la collezione del MoCa vanta nomi del calibro di Chris Burden, Mark Grotjahn, Mike Kelley, Jeff Koons, Barbara Kruger, Ed Moses, Laura Owens, Nancy Rubins e Ed Ruscha. Ma la lista non è certo finita qui, i visitatori potranno infatti ammirare qualcosa come 500 capolavori che rappresentano una delle più grandi collezioni del mondo.

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