Nuova “Aria” da Yvonneartecontemporanea

di Micol Di Veroli Commenta


Sabato 28 Novembre Yvonneartecontemporanea di Vicenza inaugura la bipersonale di Toyomi Nara (1968, Tokyo) e Dania Zanotto (1975, Treviso). Apre con questa mostra una nuova linea curatoriale della galleria, che esplorerà una fascia di giovani artisti nazionali e internazionali che hanno almeno un decennio di attività documentata alle spalle e che operano con linguaggi pittorici e installativi coniugando ricerca estetica e concettuale.

Le due artiste che inaugurano questo nuovo capitolo della galleria rientrano appieno in quest’ottica e la rappresentano legandosi ad essa e tra di loro sia per una componente visiva leggera e accattivante sia per l’articolata riflessione attorno alla macro-tematica della spiritualità su cui lavorano.La giapponese Toyomi Nara crea delle composizioni narrative di piccole tele su carta di riso intelaiata e dipinte con un’antica e riflessiva tecnica utilizzata in Giappone tra il XIV e il XIX secolo. I soggetti sono spesso dei bambini disegnati con una stilizzazione volutamente infantile e che attraverso il loro essere candidi, ingenui, privi di filtri e retaggi culturali, entrano direttamente in contatto con una dimensione divina e metafisica. Questa non puo’ essere rappresenta, ma si intravede negli sfondi impalpabili e luminosi in cui le figure sembrano galleggiare senza punti di appoggio e completamente estraniate dal mondo, in scenari immersi tra le nubi o in un bianco mistico e dilagante.

La scultrice Dania Zanotto crea, invece, complesse installazioni site specific in cui vengono ricostruiti abiti in dimensioni ingigantite attinenti alle religioni, alle credenze e ai dogmi di paesi perlopiu’ orientali. I vestiti, vuoti e appesi, sono irrigiditi nella resina che li lascia in una forma piena come se contenessero un corpo invisibile. In questo modo diventano simboli e scrigni di anime, involucri di spiritualità. Allo stesso tempo, pero’, sono una testimonianza di riflessione su quelle società dove l’organigramma sociale e quello del culto si confondono in un unico sistema e dove l’uniforme religiosa assume un suo potere a prescindere dalla componente umana e da quella divina.

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