Santiago Sierra dice NO a New York e ad Art Basel Miami

di Redazione Commenta

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 La scorsa settimana i cittadini di New York saranno stati decisamente sorpresi quando all’uscita della metropolitana o passeggiando per le vie della città si sono ritrovati un camion con agganciato un cassone su cui era posta una scultura itinerante di Santiago Sierra. L’opera è costituita da sole due lettere che vanno a formare la parola NO, atto di dissenso generico che dopo lo stop a New York (e dopo aver già girato per tutta Europa) si dirigerà a sud verso Art Basel Miami.

Sierra ha inoltre ingaggiato una troupe cinematografica per documentare la scorribanda del suo NO attraverso le vie della grande mela. Durante la sua giornata newyorchese, l’opera di Santiago Sierra ha portato il suo deciso dissenso davanti al Palazzo delle Nazioni Unite e davanti al National Debt Clock, orologio-contatore posto sulla 44esima strada vicino Times Square che aggiorna i cittadini sull’ammontare del debito pubblico. La cifra sul contatore segna 14 trilioni di dollari e cresce di 10.000 dollari al secondo, il secco NO di Sierra si è stagliato ruvido e deciso contro il contatore, negando silenziosamente la spaventosa realtà a cui si trovava di fronte. L’artista ha descritto il suo progetto in una recente intervista dichiarando: “L’opera esprime una risposta ad un’imposizione universalmente riconosciuta. Il NO è il più potente dei diritti umani, un chiaro gesto di dissenso contro il chaos della società in cui viviamo e le sue restrizioni”. Ed è interessante notare come tutto il dissenso dell’umanità si possa riassumere sotto una singola sillaba, se il Mahatma Gandhi ha detto “non cooperare con il male significa cooperare con il bene” allora la fine della nostra compiacenza ed l’inizio della rivoluzione possono ambedue scaturire da un NO.

Certo l’opera è un buon esempio di arte contemporanea rivolta al sociale ma un dubbio sorge su tutta l’operazione di Santiago Sierra. Il prossimo stop ad Art Basel Miami sarà si un atto rivoluzionario, ma sorge il sospetto che tali operazioni finiscono sempre per tornare al pubblico dell’arte contemporanea per ottenere un riconoscimento e mentre tentano di ottenere lo status di opera d’arte finiscono per perdere la loro carica rivoluzionaria innanzi al solito gruppo di ricchi collezionisti e boriosi gallerisi. Insomma finchè è nelle strade il NO di Sierrà è un atto rivoluzionario, ma all’interno del dorato tempio dell’arte diviene solamente un’opera bizzarra per facoltosi spettatori.

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