Dipende, doppio blitz a Roma sulle dipendenze

di Micol Di Veroli Commenta

 Una fugace immersione all’interno dello sconfinato mare delle dipendenze. Questo è Dipende, doppio blitz di Nero Pop e Napolitano & Petricca a La Porta Blu Gallery di Roma rispettivamente il 13 ed il 18 dicembre. Ogni essere umano ha bisogno di stimoli fisici e psichici, di appigli ideologici, di sostanze che lo tengano in vita e di relazioni mutuali da cui attingere linfa spirituale poichè la natura stessa dell’esistenza non può dirsi completamente autosufficiente.

Si potrebbe sostenere che persino il concetto di volontà sia in realtà una condizione di dipendenza dominata, una spinta alimentata dal disperato bisogno di ottenere un determinato risultato ed appagare il proprio ego. Senza esserne ripugnata, l’esistenza produce continuamente dipendenza ed in essa ripone i suoi intimi momenti di estasi. L’obiettivo del progetto Dipende è quello di analizzare i diversi aspetti della dipendenza riassumendoli in due brevi appuntamenti artistici.
Nero Pop con il suo NeroBlitz sfrutta la versatilità della Media Art per indagare su droga, religione ed ideologia. Al di là del concetto di dipendenza oggettuale, l’artista intende portare alla luce l’aspetto psicologico della subordinazione ad un’idea o alla figura di dio attraverso taglienti animazioni digitali che riallacciandosi ad un’iconografia pop solleticano la coscienza con il loro fanciullesco quanto nero sarcasmo.

Napolitano & Petricca nel blitz intitolato Specchio ricreano una camera irreale dove il riflesso delle cose si perde. Partendo da un pretesto letterario rappresentato dalla figura di Dracula, il duo artistico manifesta attraverso diverse video installazioni il bisogno insoddisfatto, la sete e la ricerca di una precisa identità nascosta dalla dipendenza stessa. L’acqua e lo specchio divengono fenomeni estetici accomunati da un meccanismo verbale, dalla rifrazione e dalla necessità di soddisfare un bisogno umano.

La fugacita di questi due dissimili ma complementari momenti artistici è atta a creare una subitanea mancanza, un vuoto che dovrebbe essere colmato ed invece rimane tale a suscitare una sorta di astinenza in un’eterna rincorsa verso l’appagamento ed il sollievo.

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