Lo stato italiano si compra un falso crocifisso di Michelangelo

di Redazione 2

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 Gli sprechi del governo italiano non sono certo una novità, tra infrastrutture lasciate a metà, fantomatici ponti sullo stretto di Messina e siti internet istituzionali come italia.it che chiudono dopo 18 mesi di agonia e milioni di euro per la progettazione non c’è di che lamentarsi. Ovviamente anche la cultura gioca un ruolo fondamentale nel balletto degli sprechi e l’ultima notizia che ci giunge dal mondo dell’arte rappresenta la solita e triste conferma di tutto ciò.  Il governo italiano ha infatti acquistato un anno fa un crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo. L’opera è stata comprata da un art dealer di Torino che ha più volte confermato la genuinità della stessa, proveniente da una famiglia fiorentina.

Inizialmente l’opera era stata valutata 15 milioni di euro ma l’affare si è concluso per circa 3 milioni di euro. L’acquisto è stato presentato in pompa magna nel dicembre dello scorso anno, la figura lignea è stata presentata a Papa Benedetto XVI. L’opera è stata poi esposta nelle sale parlamento italiano e successivamente ha girato la nazione in una serie di mostre che hanno attratto migliaia di visitatori. Il governo italiano aveva inoltre intenzione di prestare l’opera di Michelangelo alla National Gallery di Washington e di onorare così il presidente americano Barack Obama. Peccato però che l’opera in questione potrebbe essere falsa. Alcuni importanti esperti d’arte affermano infatti che il crocifisso sia di un artista sconosciuto e non di Michelangelo.  Ovviamente alcuni investigatori di Roma si sono subito messi al lavoro per accertare se lo stato italiano abbia letteralmente gettato i soldi al vento per un’opera erroneamente attribuita. Francesco Caglioti, esperto di scultura medievale, ha dichiarato sul quotidiano La Repubblica che: “La qualità dell’opera in questione non ha nessuna somiglianza con altri lavori di Michelangelo e con altri crocifissi di questo tipo provenienti dalle botteghe artigiane fiorentine di quel periodo”.

Tomaso Montanari, un professore di storia dell’arte dell’Università di Napoli afferma che l’opera: “Chiaramente non è attribuibile a Michelangelo” ed anche lo storico dell’arte Margrit Lisner è d’accordo con questa affermazione ed ha aggiunto che forse il crocifisso è stato creato da Jacopo Sansovino. Insomma se il crocifisso è (veramente) falso ci chiediamo quali esperti abbiano valutato la genuinità dell’opera al momento dell’acquisto. Povera Italia.

Photo Copoyright: AFP/GETTY

Commenti (2)

  1. perche questo sconosciuto di montanari non pensa ai suoi cadaveri e pensa di essere un grande esperto,e come mai eimaudi pubblica un simile libro inutile? mi pare che i sostenitori dell’atribuzione siano certamente più validi e competenti di lui. Poiche di attribuzione si tratta.

  2. Cara Silvia, Montanari nn è certo uno sconosciuto, anzi, è tra i più maggiori esperti di Bernini e del barocco, a cui ha dedicato varie mostre, saggi e articoli. Vatti a rileggere tutta la vicenda, e noterai che lo Stato italiano, invece di nominare un pool di esperti, grazie prima a una serie di amici dell’antiquario e poi ad una compravendita vergognosa – da 30 milioni iniziali è riuscito a far calare l’offerta a 3 milioni, pochissimo se quello fosse un vero Michelangelo! – alla fine ha acquisito quest’opera, spacciandola x mezza Italia come fosse un originale. Coi soldi pubblici, capisci?
    Tutto questo andrebbe pure bene, si tratta di attribuzione come dici tu: perccato che ora il Crocifisso è stato requisito dai carabinieri e la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta x truffa! cosa vorrà dire questo, secondo te?

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