36 artisti in 36 ore, la sfida di Mara Rubell

di Redazione Commenta

Spread the love

Una celebre collezionista d’arte di Washington DC ha deciso in questi giorni natalizi di visitare alcuni studi d’artista per sondare le nuove tendenze dell’arte contemporanea e per scovare qualche nuova opera da inserire nel 2010 Annual Art Auction Gala, prestigiosa asta organizzata dalla Washington Project for Arts che ogni anno si tiene nella capitale degli Stati Uniti.

La collezionista in questione è Mera Rubell che assieme al marito Don ha recentemente acquistato il Capitol Skyline Hotel, edificio di sette piani disegnato da Morris Lapidus. La coppia ha riempito le stanze dell’albergo con complementi d’arredo creati da celebri designers come Frank Gehry, Eero Saarinen e Philippe Starck. Allo stesso tempo i coniugi Rubell hanno iniziato a collezionare opere di artisti provenienti da Washington DC. La Washington Project for Arts ha ricevuto 200 richieste di partecipazione per l’Art Auction Gala da cui sono stati estrapolati a caso 36 artisti che hanno aperto i loro studi a Mera Rubell per la selezione delle opere. La notizia insolita è che la celebre collezionista ha deciso di stabilire un buffo record, quello di visitare 36 studi d’artista in 36 ore consecutive. I Rubells collezionano artisti del calibro di Jeff Koons e Glenn Ligon, collezionisti di tale statura non vanno certo abitualmente in giro per gli studi d’artista sparsi nei magazzini dei sobborghi della città ma Mera Rubell ha compiuto il suo estenuante giro con professionalità ed attenzione.

“Mera sa benissimo come approcciarsi ad un’opera d’arte”, ha dichiarato l’artista Mary Early che ha aperto il suo studio per la visita alle cinque del mattino,”Ha una visione molto più profonda di qualunque altro collezionista e curatore che ha visitato il mio studio negli ultimi anni”. Alla fine la collezionista ha portato a termine il difficile compito ed allo scoccare della 37esima ora è riuscita persino a fare il punto della situazione sulla scena dell’arte contemporanea di Washington DC: “Quello che ho visto non ha pienamente soddisfatto le mie aspettative ma sono rimasta veramente colpita dalla dignità degli artisti riguardo la loro pratica, non si tratta di commercio e di vendite, si tratta di arte. Washington è una città che detiene i più grandi musei del mondo ma sfortunatamente gli artisti locali non fanno parte della famiglia. Sembrano piuttosto dei turisti e questo li fa sentire ancora più provinciali con un conseguente abbattimento morale ed è noto che ogni giovane se non viene aiutato e stimolato viene presto assalito dallo scoramento.” Sante parole queste di Mera Rubell.

A noi viene in mente che tutto il mondo è paese ed anche i giovani artisti italiani faticano a trovare posto nei musei nazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>