Naoshima, l’isola dell’arte contemporanea

di Redazione Commenta

Un’immensa zucca a pois neri creata dall’artista Yayoi Kusama accoglierà curiosi, appassionati d’arte, semplici turisti e pescatori che si troveranno a sbarcare su Naoshima una piccola isola del mare interno di Seto. L’isola è talmente minuscola che la sua superficie è di appena 8 chilometri quadrati, un poco più grande dell’isola di Port-Cro nel mediterraneo. Ma Naoshima non è un isolotto qualunque perchè il miliardario giapponese Soichiro Fukutake ha intenzione di trasformarla nell’isola degli artisti. Fukutake è proprietario di un grande gruppo di scuole a distanza (tipo Berlitz), il magnate di 63 anni è il quarto uomo più ricco del Giappone e da più di venti anni continua realizzare il sogno nel cassetto, trasformare l’isola in un grande paradiso per l’arte contemporanea.

Si tratta di una vera è propria sfida poichè l’isola è stata per anni una sorta di deposito per lo stoccaggio di rifiuti industriali e per questo vietata al pubblico, inoltre sono in molti ad averla apostrofata come la pattumiera del Giappone. Naoshima ospita già il Chichu Art Museum, un’istituzione museale per l’arte contemporanea costruita interamente in cemento dal celebre architetto Tadao Ando. La struttura si trova sul fianco di una collina e domina il mare. Tra le opere che si possono ammirare al Chichu Museum sono degne di nota alcune installazioni di James Turrell e di Walter De Maria ma sono presenti anche alcune opere di Claude Monet. Ovviamente Fukutake non si è fermato al museo ed riempito l’isola con opere scultoree, facciate artistiche ed edifici, il tutto realizzato dall’artista Shinro Ohtake che ha realizzato anche il palazzo della prefettura e lo stravagante Hotel Haisha.

A partire dal prossimo 19 luglio Naoshima ospiterà, assieme alle altre sei isole del mare Seto il Festival Art Setouchi 2010. Tutte le isole saranno invase da una ventina di installazioni ed altre opere realizzate da figure chiave della scena dell’arte contemporanea internazionale da Janet Cardiff a Jaume Plensa passando per Christian Boltanski. Forse il sogno di Fukutake comincia proprio ora ad avverarsi, magari il prossimo polo dell’arte sarà Naoshima.

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