Richard Hambleton una vittima della società dello spettacolo dell’arte

di Redazione Commenta

Per una sera Milano si è trasformata in New York con tanto di lustrini e star dello spettacolo al seguito. Tutto è successo giovedì 25 febbraio al vernissage della mostra dedicata al grande artista Richard Hambleton, ospitato dal Teatro Armani. Tra i 120 ospiti c’erano Eugenia e Stavros Niarchos, Pierre Andrea Casiraghi (figlio della principessa Carolina di Monaco) Dasha Zhukova (fondatrice del nuovo museo Garage di Mosca e fidanzata del magnate Roman Abramovich), Clive Owen, Mario Testino e l’immancabile viveur Lapo Elkann.

Ovviamente va detto che non si è trattato del solito vernissage di arte contemporanea anche perchè non bisogna dimenticare che Hambleton si è isolato completamente dal mondo dell’arte, trincerandosi per anni nella Lower East Side di Manhattan. Il progetto Hambleton è un rilancio ben programmato e sofisticato. Tutto è cominciato quando l’imprenditore australiano Andrew Valmorbida ha conosciuto le opere di Hambleton a casa di Rick Librizzi, noto dealer americano. Nemo, il figlio di Librizzi ha poi accompagnato Valmorbida a casa di Hambleton per farglielo conoscere di persona. Hambleton ha cominciato a creare opere di street art verso la fine degli anni ’70 ed è subito riuscito a catalizzare l’attenzione del pubblico grazie alla serie Shadowman, le celebri ombre dipinte sui muri. Già nel 1984 le sue opere erano presenti in tutte le strade delle più grandi città europee. La carrierà di Hambleton decollò molto prima dei suoi ancor più celebri colleghi Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

Ma Richard Hambleton ha sempre avuto problemi di droga, l’eroina l’ha progressivamente eliminato dalla scena prima e dal mercato poi. Inutile dire che Valmorbida ha fiutato l’affare, Richard Hambleton con il suo carattere votato all’autodistruzione è il perfetto poeta maledetto metropolitano ed ora anche Giorgio Armani (sponsor della prima e fortunata rentrée di Hambleton a New York lo scorso settembre) si è accorto della gallina dalle uova d’oro. Insomma la società dello spettacolo dell’arte contemporanea ha colpito ancora, evocando dalle tenebre un nome sepolto, vestendolo alla moda ed organizzando un grande circo con tanto di vip. Richard Hambleton è l’ennesimo robota, vittima di un sistema giunto oramai alle corde che getta i suoi giocattolini in pasto ai media, nel nome del denaro.

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