Jerry Saltz: “Ho avuto un contatto genitale alla mostra di Marina Abramovic”

di Redazione Commenta

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 Lo statunitense Jerry Saltz è un critico ironico ed irriverente ma decisamente geniale. Il suo approccio all’arte contemporanea è troppo estroso da poter passare inosservato. Curiosando in giro per la rete abbiamo trovato un divertente articolo di Jerry Saltz sul recente opening della mostra The Artist is Present di Marina Abramovic al Moma di New York. Il critico si è trovato faccia a faccia con i performers nudi che ricreavano una storica opera della grande artista. Vediamo quali sono state le sue reazioni:

“Penso che lo scorso martedì un pene ciondolante si sia leggermente appoggiato alle mie parti basse. Questo non mi è mai successo o quanto meno non al Moma. Due figure nude, un uomo ed una donna, si trovano faccia a faccia davanti all’entrata dello spazio espositivo ed è normale che per continuare oltre ci si vede costretti a passare in mezzo ai due corpi. Così ho fatto io e proprio mentre pensavo di avercela fatta ho sentito una cosa, seguita da due rimbalzi, sfiorarmi la coscia. Benvenuti a The Artist Is Present, la prima grande retrospettiva dell’artista hard-core Marina Abramovic. Anche se trovo il lavoro dell’artista un poco melodrammatico e narcisista devo dire che questa retrospettiva che si affaccia su quaranta anni di carriera è decisamente affascinante oltre che oltraggiosa e coraggiosa.

Oltraggiosa perchè vi si può trovare un mucchio di nudo. Non ricordo di aver mai visto così tanti seni in un museo. C’è molto da vedere ed ogni opera è decisamente storica, come le due figure attaccate per i capelli e la donna nuda che giace con uno scheletro sopra di essa. C’è anche Luminosity, opera del 1997 dove una donna completamente nuda è appesa (a gambe divaricate e braccia aperte) al muro ed è sorretta solamente da un sellino di bicicletta. Marina Abramovic ha sempre punito il corpo, provocato shock e portato gli spettatori oltre le solite barriere dell’arte e dell’animo umano.

Questa volta al Moma ha deciso di andare oltre il limite del limite. Marina Abramovic resterà seduta ad un tavolo per 700 ore. Tutti sono invitati a sedersi di fronte a lei. Poi la fisserete ed anche lei vi fisserà. Dopo sole due ore dall’opening di martedì scorso l’artista era esausta, molti spettatori hanno pianto, altri sono fuggiti o sembravano star male. Questo star seduti a fissarsi mi è sembrata la prova più dura che una performance abbia mai sostenuto. Marina Abramovic mi ha fatto capire perchè gli animali odiano essere fissati dagli esseri umani. C’è qualcosa di potente, oscuro e puro in uno sguardo fisso. Anche se non amo Marina Abramovic non posso nascondere che questa mostra mi ha emozionato, ed ha dato nuova vita alle pareti del MoMa che molto spesso accolgono mostre decisamente noiose come la precedente di Gabriel Orozco”.

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