Synchronicity, dischi d’autore in mostra a Roma

di Micol Di Veroli Commenta

In linea con l’obiettivo di sostenere e promuovere i rapporti tra arte e musica, il 6 luglio la Fondazione Musica per Roma inaugura negli spazi dell’AuditoriumArte la mostra Synchronicity. Record Covers by Artists a cura di Raffaella Perna. Attraverso una selezione di oltre 100 dischi in vinile, a 33 e 45 giri, provenienti dalla collezione Stefano Dello Schiavo, l’esposizione ripercorre cronologicamente la storia delle copertine realizzate da artisti, coprendo un arco temporale che va dall’inizio degli anni Cinquanta a oggi. Progettate su richiesta di case discografiche e musicisti, queste copertine assumono un interesse del tutto particolare per la specifica prerogativa di veicolare, insieme all’elemento sonoro, l’idea artistica a un pubblico di massa.

Contrariamente ai «dischi d’artista» – stampati in tirature limitate e distribuiti in luoghi tradizionalmente deputati all’arte, come musei o gallerie private – le cover ideate da artisti su commissione sono riprodotte in migliaia di copie (talvolta in milioni) e si configurano come mezzo per divulgare e promuovere su vasta scala ricerche fortemente sperimentali, altrimenti condannate a una ricezione elitaria. Sono, infatti, proprio le tendenze artistiche maggiormente impegnate ad allargare i confini della fruizione estetica a interessarsi sistematicamente alla grafica di un prodotto popolare e universale come il disco.
Grande attenzione è posta al contesto italiano, generalmente poco indagato: in mostra un nucleo inedito di copertine di Bruno Munari e Luigi Veronesi è affiancato agli storici album di Joseph Albers, per evidenziare le forti tangenze di sperimentazioni basate sull’astrazione e sulla percezione della forma. Tra gli artisti italiani anche Emilio Vedova, Achille Perilli, Mario Schifano – a cui si deve non solo la grafica del celebre Le Stelle, ma di numerosi altri Lp anni Ottanta-Novanta – Michelangelo Pistoletto, Renato Mambor, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Piero Pizzi Cannella, Pablo Echaurren, Prof. Bad Trip ecc.

Nel panorama internazionale, oltre alle grafiche surrealiste di Salvador Dalì e Joan Mirò, grande rilievo è dato alle copertine dei protagonisti del New Dada e della Pop Art inglese e americana: da Peter Blake a Richard Hamilton, da Roy Lichtenstein a Jim Dine, da Robert Rauschenberg a Andy Warhol. Quest’ultimo è presente in mostra con una selezione di 16 copertine che illustrano il passaggio da affermato illustratore pubblicitario negli anni Cinquanta ad acclamato artista Pop nei Sessanta.

A questo periodo risalgono anche le cover dell’artista e performer Fluxus Yoko Ono, molte delle quali ideate insieme al marito John Lennon, o quelle di area concettuale di Ed Ruscha e Sol LeWitt.
L’esposizione si sviluppa attraverso le principali correnti artistiche degli ultimi trent’anni, dalla Graffiti Art alla Transavanguardia fino agli Young British Artists, tendenze che si riflettono nelle copertine di autori internazionali quali Raymond Pettibon, Mike Kelley, Julian Schnabel, Barbara Kruger, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Kenny Scharf, Damien Hirst, Banksy, Richard Prince, Kiki Smith, Julian Opie.

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