Il Giappone sceglie Tabaimo per la Biennale di Venezia 2011

di Micol Di Veroli Commenta

Noi non ci stancheremo mai di ripeterlo: siamo ancora ad un anno di distanza dalla ormai ambitissima Biennale di Venezia edizione 2011 eppure sembra essere divenuta una consuetudine quella di annunciare con largo anticipo i protagonisti che rappresenteranno le varie nazioni alla manifestazione.  Noi ovviamente non possiamo far altro che mettervi al corrente della situazione.

Questa volta ci ha pensato il Giappone ad anticipare le mosse ed ha schierato l’artista Tabaimo ( vero nome Ayako Tabata ). Il curatore del padiglione sarà Yuka Uematsu, già curatore del National Museum Of Art di Osaka. Tabaimo ha 35 anni ed è conosciuta per le sue grandi proiezioni che si ispirano alle tradizionali illustrazioni ukiyo-e . Il mondo fluttuante di Tabaimo diviene un’esperienza luminosa che si affaccia sull’estetica manga. Nel 2001 Tabaimo è stata la più giovane artista a partecipare alla Yokohama Triennale e nel 2000 ha ricevuto il prestigioso Kirin Contemporary Award. L’artista è rappresentata dalla James Cohan Gallery di New York.

Se avete perso i nostri precedenti bollettini sulle presenze alla prossima Biennale di Venezia 2011 vi forniamo qui di seguito un piccolo riassunto della situazione: La verde Irlanda ha reso noto il nome del suo ambasciatore a Venezia 2011. Si tratta di Corban Walker, artista celebre per le sue grandi installazioni e sculture che molto spesso sono costituite da fogli di vetro. La Germania presenterà l’artista Christoph Schlingensief curato da Susanne Gaensheimer.

La terra d’Israele ha scelto la bravissima artista Sigalit Landau, la Gran Bretagna ha scelto l’artista Mike Nelson, La Francia si affiderà al suo asso Christian Boltanski. L’Islanda invece punterà sul collaudato duo formato da Libia Castro e Ólafur Ólafsson. Ricordiamo che il 1 aprile scorso molte testate artistiche hanno lanciato una notizia clamorosa: l’attore James Franco ( tra i protagonisti di film come Spider-man e Milk ) potrebbe rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale. Ovviamente, stando alla fatidica data, dovrebbe essersi trattato di un clamoroso pesce d’aprile.

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