Quel critico è un pagato, quell’artista è raccomandato

di Micol Di Veroli Commenta


I meccanismi nascosti all’interno del sistema dell’arte contemporanea sono vari e spesso poco comprensibili. Quello che però salta all’occhio è un certo comportamento diffuso da parte di pubblico ed addetti al settore che molto spesso si bassa sullo screditamento del lavoro altrui o comunque su di un negativismo imperante. Noi di Globartmag abbiamo raccolto una serie di frasi che avrete sicuramente udito almeno una volta se siete avvezzi all’arte contemporanea ed alla sua scena. Eccovi quindi uno stream of consciousness da far invidia pure al povero Joyce:

Quel critico è un pagato, quell’artista è raccomandato, il direttore di quel museo è un incompetente, i concorsi d’arte sono truccati e la giuria vota solo gli artisti che conosce quindi butterete i vostri soldi se deciderete di partecipare, quell’artista italiano che ha fatto una mostra all’estero non vale nulla, la biennale fa schifo, alla fiera non si è venduto nulla, gli artisti italiani copiano da quelli stranieri, la pittura è morta, i pittori adesso fanno i video artisti, i video artisti adesso fanno i pittori, ho iscritto la mia galleria ad una fiera e mi hanno fatto pagare una cauzione poi non mi hanno selezionato e si sono tenuti i soldi, un gallerista mi ha fatto fare una mostra da lui poi si è tenuto le mie opere e non mi ha dato una lira, devi prendere uno studio lì perché fa tendenza e qualcuno ti noterà, vanno avanti solo gli artisti protetti da quella fondazione, ho visto la mostra e poteva essere meglio, a Torino il sistema dell’arte funziona meglio e gli artisti hanno più opportunità, curatori e galleristi assieme a musei e collezionisti si fanno i favori da soli,

per organizzare la mostra ho preso un curatore di grido ma alla fine non ho venduto nemmeno un’opera, io quel genere di installazioni le facevo dieci anni fa,  all’estero queste cose non succederebbero, quello che ha fatto la mostra al museo è il figlio di un importante gallerista amico del curatore, ora tutti fanno i curatori ed i critici, ho un’importante progetto ma non riesco a trovare un finanziatore,  chiamano sempre gli stranieri ad esporre”.

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