Youtube Play o Youtube Pay? lo sponsor si compra la mostra

di Micol Di Veroli Commenta

Strane cose succedono al Guggenheim di New York. Pochi giorni fa sono stati infatti annunciati i nomi dei 25 video finalisti del celebre concorso Youtube Play che sono stati poi esposti fino a ieri al museo, trasformato in un enorme videowall. Ora voi direte è che male c’è? dopotutto sembrerebbe un passo verso l’arte democratica, verso l’abolizione dei curriculum e delle spintarelle all’insegna di un “apriamo i luoghi deputati all’arte a chi ne ha le giuste qualità”.

Tutto ciò potrebbe essere anche vero ma il giornalista Tyler Green ci fa giustamente notare qualcosa di limaccioso in tutto ciò. I comportamenti poco chiari del Guggenheim sono iniziati quando nel 2000 Giorgio Armani (si, il famoso stilista) ha deciso di donare 5 milioni di dollari alla fondazione Guggenheim. Come per magia dopo quella donazione il museo ha organizzato una grande retrospettiva al celebre stilista zittendo tutte le critiche con un: “L’idea di una mostra sul percorso stilistico di Giorgio Armani è nata molto tempo prima che si parlasse di una donazione al Guggenheim”, già prima si pensa ad una mostra e dopo come per magia arriva un’ingente donazione, proprio dal protagonista della retrospettiva pensata. Inoltre nel 1998 la mostra The Art of Motorcycle, un evento dedicato alle motociclette, fu  incentivata dalla BMW, ed anche qui le cose sembrano tutt’altro che chiare. Tutto questo accadeva con la gestione di Thomas Krens, sostituito nel 2008 da Richard Armstrong . Il novello presidente aveva annunciato che tali comportamenti non si sarebbero ripetuti.

Oggi Tyler Green ha chiesto ai vertici del Guggenheim se You Tube Play, nato da una collaborazione con Youtube e Hp, fosse stato un evento sponsorizzato dai due grandi brands. Per tutta risposta il Guggenheim ha glissato con un “Il museo non effettua commenti sui propri accordi finanziari che potrebbe suonare come un “Youtube e Hp hanno sponsorizzato la mostra”. Questo significa che al giorno d’oggi basta sponsorizzare un museo per comprarsi la mostra, del resto i soldi possono comprare tutto. Chissà se anche dalle nostre parti funziona così, voi cosa ne pensate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>