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Ingegnere, architetto, progettista strutturale, costruttore ma anche scrittore e docente universitario. A Pier Luigi Nervi, maestro e costruttore, il 14 dicebre il MAXXI di Roma dedica una approfondita mostra, nell’ambito di un ampio ciclo internazionale di esposizioni dedicate al grande talento italiano. Alla prima mostra, inaugurata a Bruxelles lo scorso giugno, seguiranno esposizioni che presenteranno ogni volta nuovi tagli e contenuti di approfondimento e, dopo Roma e Torino, continueranno in altre capitali d’Europa e d’America.

Nervi, che nella sua lunga carriera ha realizzato principalmente grandi strutture, è stato uno dei “veicoli” più straordinari di un’immagine scientifica e insieme creativa dell’Italia nel mondo. A Roma la mostra proporrà un vasto approfondimento sulle opere di Nervi per le Olimpiadi del 1960, di cui si celebra quest’anno il Cinquantenario. Espressione matura della sua continua sperimentazione, questi edifici possono essere riguardati, in una prospettiva storica, come prodotti tra i più pregiati del Made in Italy.
Il Palazzetto dello Sport al Flaminio, con la copertura sostenuta da un girotondo di giganteschi telamoni e la calotta decorata dal gioco ottico delle nervature romboidali. Il Palazzo dello Sport all’Eur, coperto da una cupola fittamente ondulata di 100 metri di diametro, sotto la quale il diciottenne Cassius Clay vinse la medaglia d’oro dei mediomassimi. Lo Stadio Flaminio, progettato con il figlio maggiore Antonio, che con la curva avvolgente delle gradinate e la elegante pensilina stupisce ancora oggi gli appassionati di rugby. Il Viadotto di Corso Francia, nelle immediate vicinanze, dai caratteristici piloni a sezione variabile. L’iniziativa romana intende valorizzare i materiali inediti conservati nelle collezioni del MAXXI Architettura, anche con la pubblicazione dell’inventario completo dei progetti e dell’archivio fotografico, materiali che saranno resi accessibili on-line nella Sala studio del Centro Archivi.

Inoltre Iwan Baan, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasiucci, Patrizia Bonanzinga, Luca Campigotto, Giancarlo Ceraudo, Giovanni Chiaramonte, Paola De Pietri, Ramak Fazel, Vittore Fossati, Moreno Gentili, Claudio Gobbi, Guido Guidi, Andrea Jemolo, Martino Marangoni, Raffaela Mariniello, Luciano Romano, Angela Rosati: 20 fotografi per raccontare la storia del cantiere del MAXXI.

20 punti di vista che si confrontano su un tema complesso come quello di un luogo in continua mutazione, mai uguale, necessariamente transitorio. Dalla riflessione sulla transitorietà è nata l’idea del progetto, un modo di ‘fissare’ con immagini, la natura in progress del cantiere: una “memoria d’autore”, un patrimonio di sguardi che restituisce le tante suggestioni che questa grande opera ha saputo suscitare. La mostra presenta una selezione di fotografie degli autori invitati al progetto, tra le oltre 180 che sono state acquisite negli anni dal MAXXI per le sue collezioni.

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