Pronti ad avere uno shock con Robert Gligorov?

di Micol Di Veroli Commenta

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta dal 26 gennaio al 15 febbraio 2011 con ingresso gratuito, la mostra Termination Shock 03 di Robert Gligorov, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in collaborazione con BND Art Promotion.

“Shock. Che cos’è uno shock? – ha commentato l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – È un trauma, un incidente, un’interruzione, uno stato mentale, un…’emozione improvvisa e violenta, una reazione organica indotta da uno stimolo esterno, confusione. Oggi, tuttavia, shock è anche altro: una “news”, un’ultima ora. E da qui Robert Gligorov ci conduce a un ripensamento della società mediale. Artista, performer, musicista, attore unisce sperimentazione e provocazione dell’arte contemporanea per sollevare domande inevase e interrogativi inaspettati sulla realtà, i rapporti, il potere, le icone del nostro immaginario”.
L’arte di Robert Gligorov è sempre diretta ed esplicita, talvolta anche “sgradevole” perché sa andare al cuore dei problemi, scava nella coscienza contemporanea per riattivare meccanismi sopiti e nascosti. I temi più riconoscibili della mostra sono forse la sorpresa, l’inganno percettivo, la falsa credenza e, anche, la delusione per delle aspettative disattese. È a partire dagli anni Ottanta, infatti, che i lavori dell’artista macedone giocano sui sensi e sulle attese da parte del pubblico.

In questa direzione va il nuovo lavoro intitolato non a caso Mirage, un’installazione site specific di oltre 20 metri, in cui l’opera dialoga con l’architettura dello spazio espositivo in un o smosi reciproca e sorprendente. Altri due lavori realizzati per la mostra vanno nella stessa direzione: si tratta di Still e Pool, in cui il senso delle proporzioni e della realtà vacillano, come accade sempre più spesso nella società contemporanea che si sempre più inganna dalla mistificazione della realta’. Ma Robert Gligorov è anche abituato ad essere polemico e spesso non politicamente corretto. La sua arte si assume delle responsabilità verso la società e la politica, la sua opera è lo spunto per compiere delle riflessioni sul mondo di oggi.

Iglesia è una straordinaria installazione da 160.000 mollette bianche e nere che mette in scena il dualismo tra bene e il male all’interno di una costruzione fragile e improbabile. Gligorov commenta e amplifica i problemi di una società che andando in cerca solo d’interessi economici e di pseudo verità trova invece solo violenza e divisione. Il suo manicheismo, spesso irridente e ironico, non ricerca una (improbabile) moralità assoluta, ma richiede un’apertura mentale, un tolleranza, per dirla alla Voltaire, che non può che nascere dalla critica ad ogni sistema totalizzante.

Vi è anche senso di precarietà in Spiritus Mundi, in cui la storia personale dell’artista si miscela con esempi religiosi, memorie dell’Occidente raccolte dentro una teca. Una scultura a grandezza naturale è ancora il punto di riferimento, come sempre la figura umana nel lavoro di Gligorov diventa emblematica di una condizione antropocentrica e di un rapporto diretto con il mondo. L’universo di Robert Gligorov è liquido come appunto in Liquid Sky, un’installazione spiazzante e anche più ludica di altre, ma che comunque reca tracce di storie vissute, di drammi, che porta anche il profumo del vino, frutto della terra e dell’uomo, sostanza sacra e profana nello stesso tempo.

Con Termination shock 03, termine ripreso dalla terminologia astronomica per indicare una zona dell’eliosfera ricca di scontri tra particelle, l’artista propone quindi una mostra-evento che condensa la sua visione dell’arte e dell’essere artista. Un’occasione unica per conoscere un artista coraggioso e originale, sempre fuori dagli schemi e impegnato nel dialogo tra arte contemporanea e società.

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