Il futuro dell’arte è donna

di Micol Di Veroli 1

Poetiche ma battagliere, rivoluzionarie e visionarie ma mai banali. Stiamo parlando delle donne dell’arte contemporanea, vere e proprie eroine che hanno cambiato il corso della storia creativa e continuano a farlo anche in questi ultimi tempi. La forza della donna all’interno del sistema arte è stata resa oggettiva dalla predominanza di quote rosa alla scorsa Whitney Biennial ma non è questa l’unica prova della potenza dell’arte al femminile.

L’insostituibile presenza creativa della donna all’interno dell’arte è infatti innegabile. Mi vengono in mente le estenuanti e pericolose prove condotte da Marina Abramovic e Gina Pane, le provocazioni di Valie Export e le trasformazioni di Cindy Sherman, l’attivismo femminista di Carolee Schneemann e l’impegno sociale di Nan Goldin, l’attacco al sistema arte attuato dalle Guerrilla Girls e la profonda sensibilità di Sophie Calle, la belligeranza di Tania Bruguera ed il fiabesco universo di Pipilotti Rist, ma di esempi da fare ve ne sarebbero ancora moltissimi, infiniti per così dire. Ebbene appurato ciò veniamo al dunque, al nocciolo di questo articolo. Tempo fa mi è stato chiesto di fare alcune previsioni sui futuri protagonisti dell’arte nazionale, ed è da molto tempo che molte testate si interrogano sulla stessa questione. Ovviamente nessuno di noi è dotato della classica sfera di cristallo ed in passato molti addetti del settore, lanciatisi in improbabili previsioni, hanno dovuto fare i conti con realtà ben diverse da quelle ipotizzate.

Per quel che mi riguarda però, penso che l’arte italica del prossimo futuro vedrà le donne in pole position. Questa previsione neanche troppo azzardata deriva da esperienze professionali vissute in prima persona dalla scrivente. L’esercito delle artiste è forte di una maturità duramente acquisita nel tempo e di una sensibilità creativa che non ha nulla da invidiare ai colleghi maschietti. Ma i punti a favore sono tanti, forse troppi per esser ridotti in un semplice articolo. Il futuro dell’arte è donna, non per far discorsi da femminismo obsolescente ma perché sono e saranno i fatti a dimostrare tutto ciò.

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