Francesco Bonami pioniere del comunicato stampa video

di Micol Di Veroli Commenta

E’ forse giunta l’ora di cambiare il modo di comunicare al pubblico il proprio evento o la propria mostra. Sino a poco tempo fa si è ragionato in termini cartacei con disboscamenti inesorabili annessi. Tra inviti, volantini, comunicati stampa e quanto altro il mondo dell’arte contemporanea non ha certo contribuito alla salvaguardia dell’ambiente naturale.

In seguito abbiamo assistito alla rivoluzione internet e con sommo piacere ci siamo accorti che molti inviti e moltissimi comunicati stampa hanno iniziato a viaggiare sulla rete, evitando inutili sprechi di carta e raggiungendo un sempre più grande bacino di utenze. Oggi siamo nell’era del video, tutto passa attraverso lo schermo di un pc e forse tra qualche anno il classico comunicato stampa redazionale potrebbe essere affiancato da un trailer.

McNay Art Museum: New Image Sculpture from McNay Art Museum on Vimeo.

Molti di voi potrebbero a questo punto storcere la bocca ed anche la scrivente preferisce la parola scritta, altrimenti non avrebbe mai intrapreso la carriera di curatore di arte contemporanea ed aperto questo blog. Va detto però che alcuni passi verso il comunicato stampa video sono già stati compiuti ed è innegabile che questo nuovo metodo risulta più diretto e molto più affascinante di un lungo scritto, specialmente se quest’ultimo è redatto in maniera impersonale e noiosa. Alla Whitney Biennial del 2010, Francesco Bonami scelse proprio il mezzo video per comunicare i nomi dei partecipanti alla prestigiosa manifestazione, inutile dire che quel video appare oggi decisamente pionieristico.

In questi ultimi giorni inoltre il comunicato per la futura mostra dello scultore Jade Townsend al McNay Art Museum di San Antonio è stato sostituito proprio da un trailer video di circa 6 minuti.  Tramite il comunicato stampa video è possibile ammirare più immagini di una mostra e nel caso di Jade Townsend è inoltre possibile ascoltare il commento del curatore della mostra ed osservare alcune immagini dell’artista al lavoro. A me tutto questo non dispiace.

Micol Di Veroli

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