Un Rospo e Robocop? Monumenti pubblici made in U.S.A.

di Micol Di Veroli Commenta

Tempo fa avevamo redatto un articolo in cui si parlava dei monumenti pubblici sparsi per le piazze italiane. All’epoca avevamo constatato una cospicua presenza di statue e statuette  di dubbio gusto e valore. Di certo il nostro territorio è anche pieno di ottimi monumenti, patrimonio dell’umanità ma certe scelte sono alquanto discutibili. Noi però non vogliamo essere troppo critici nei confronti della nostra nazione e vorremmo quindi esporvi due recenti e significativi casi di monumenti orrorifici, fortemente voluti da altre nazioni del mondo.

Ebbene ad Alexandria in Virginia, ad esempio, il Dipartimento della Difesa ha deciso di finanziare una statua per abbellire il suo nuovo Mark Center (edificio da 700 milioni di dollari, mica bruscolini). Il Dipartimento ha quindi indetto un concorso lanciato lo scorso 24 marzo. Tra le sculture favorite per la vittoria c’ è a anche un’opera assai brutta creata da Cheryl Foster.

Se l’opera risulterà vincitrice, costerà al dipartimento circa 600.000 dollari. Questa cifra spropositata sarà elargita ad un folletto a cavallo di un rospo, già è proprio questo il soggetto partorito dalla diabolica mente dell’artista. Il bello è che il rospone sarà affiancato da un vetro decorato su cui saranno raffigurate alcune scene naturali della selvaggia Virginia.

A quanto pare la testa devono averla persa anche a Detroit, visto che la celebre città dei motori ha deciso di dedicare una statua a Robocop, celebre pellicola del 1987 ambientata proprio nella metropoli statunitense. I fans del poliziotto robot hanno cominciato qualche  tempo fa a raccogliere i fondi per l’edificazione del monumento ed in soli 45 giorni hanno raggiunto 50.000 dollari. L’operazione era stata lanciata da un artista del posto e grazie ad internet il comune ha deciso di accettare la proposta. Insomma, perlomeno questo monumento è stato fortemente voluto dai cittadini, vorrà dire che prima di infangare i nostri assurdi monumenti bisognerà prima pensare agli orrori prodotti dagli altri.

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