Castello di Rivoli, un diamante incrinato

di Micol Di Veroli 1

Il Castello di Rivoli non sembra trovare pace. La prestigiosa istituzione che già due anni or sono cadde in una pericolosa spirale di polemiche causata dalla nomina dei due direttori Andrea Bellini e Beatrice Merz è tornata in questi ultimi giorni al centro di velenose indiscrezioni comparse sui maggiori quotidiani nazionali. Il duo Bellini/Merz, se ben ricorderete, fu il frutto di un concorso internazionale ma sulla nomina di Beatrice Merz qualcuno avrebbe senz’altro da ridire.

Comunque sia oggi, a distanza di due anni, le cose non vanno poi tanto meglio visto che tra bilanci in crisi e mostre non certo entusiasmanti il museo rischia di chiudere i battenti. La regione, da par suo, sembra impegnata a peggiorare la situazione, visto che era stata paventata l’idea di trasferire le aste di Sotheby’s proprio nelle sale del Castello, trasformando una prestigiosa istituzione in una sorta di casinò dell’arte ad appannaggio del grande collezionismo e dei vari attori del mercato. Sotheby’s ha ovviamente smentito questa probabilità, ma il solo fatto di aver avanzato una tale richiesta, che di fatto oltrepassa i limiti tra cultura e mercato, non pone in buona luce le istituzioni locali. Attualmente il museo si barcamena tra mostre paventate ma mai allestite, proposte di creare una web tv che viaggiano ancora su acque incerte ed un piano espositivo visitabile sui tre in totale. Già nel marzo scorso il quotidiano La Stampa faceva riferimento ad un colossale buco nel bilancio stimato attorno ai 480 mila di euro. Buffo però che Merz e Bellini guadagnino circa 145 mila euro l’anno a testa. Facendo rapidi calcoli, con un direttore unico si snellirebbero non poco le spese dell’istituzione. E di cambio al vertice se ne è discusso molto negli ultimi giorni ed anche se il museo è seriamente danneggiato, il suo prestigio fa sempre gola a tutti. Intanto l’8 ottobre dovrebbe partire un evento con Luigi Ontani ed il 9 l’ennesima retrospettiva sull’Arte Povera, fermo restando che ad essere povera al Castello di Rivoli non è solo l’arte.

 

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